Si dimette il ministro della Difesa inglese perché la spesa per la difesa non è all’altezza delle minacce

John Healey ha lasciato l'incarico criticando il Piano per l’investimento della difesa che prevede una spesa del 2,68 per cento del pil entro il 2030, “quando già l’anno prossimo raggiungeremo il 2,6 per cento con gli investimenti predisposti”

11 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 13:01
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Foto Epa, via Ansa

Il ministro della Difesa britannico, John Healey, ha lasciato il suo incarico “con grande rimpianto e riluttanza”, ha scritto nella sua lettera di dimissioni, ma tirando un calmo colpo devastante al suo capo, il premier Keir Starmer, che certo non ne aveva bisogno, traballante com’è. Healey ha detto che gli sono state imposte decisioni “che ridurrebbero la preparazione delle nostre forze e aumenterebbero i rischi dei militari in missione, e potrebbero rendere il nostro paese meno sicuro”.
Mentre in altre parti d’Europa si discute del fatto che la difesa – quindi le armi – ha preso il sopravvento sulla spesa per istruzione, sanità, lavoro e pensioni; mentre in altre parti d’Europa quel che i governi spendono nella difesa spesso viene nascosto per evitare polemiche e perdita di consenso, nel Regno Unito il ministro dice al premier: mi è stato presentato un documento di spesa non all’altezza delle minacce che dobbiamo affrontare, la decisione è della cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, ma lei, signor premier, non è riuscito, o non ha voluto, contraddirla.
Il Piano per l’investimento della difesa che Healey ha ricevuto lunedì prevede una spesa del 2,68 per cento del pil entro il 2030, “quando già l’anno prossimo raggiungeremo il 2,6 per cento con gli investimenti predisposti”. L’obiettivo previsto era almeno del 3 per cento, e c’era stato anche il sostegno di altri ministeri oltre che la collaborazione con altri paesi della Nato che vanno nella stessa direzione, ha detto Healey, così come Starmer è sempre stato il primo a dire che l’investimento era necessario, anche perché secondo l’intelligence britannica la Russia potrebbe attaccare la Nato entro il 2030. “Lei lo sa di che cosa la difesa ha bisogno”, scrive il ministro dimissionario, eppure il Piano presentato non rispecchia queste necessità. Così Healey se ne va, lasciando Starmer in una crisi già profonda e insinuando il sospetto che il Regno Unito non sia davvero pronto ad affrontare le minacce che incombono.