Le esecuzioni sommarie di Hamas, ma per questi palestinesi nessuno fiata

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, i terroristi di Hamas e le unità di polizia a Gaza hanno mutilato e ammazzato pubblicamente decine di palestinesi durante la guerra con Israele, in atti che costituiscono crimini di guerra: 108 le uccisioni certificate dal agosto 2024 al gennaio 2026

11 GIU 26
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Foto LaPresse

Seine-Saint-Denis, place Victor-Hugo, con la basilica cattedrale a fare da scenografia. Al comizio della sinistra della France Insoumise, prende la parola il premio Nobel per la letteratura, Annie Ernaux. Indossa la kefiah, che come scrive il romanziere algerino Kamen Daoud sul Point è il nuovo abito maoista: “Come un tempo con il colletto cinese, si ripropongono poco a poco non il comunismo idealizzato, ma le sue esclusioni, i suoi processi, i suoi tribunali delle intenzioni. Si divide il mondo in due campi, si alimenta la giudeofobia. Si esce dall’aeroporto gridando vittoria dopo una flottiglia di selfie; allora questa falsa vittoria la pagano i palestinesi, mentre i figuranti si pagano in storie. Si proclama Hamas ‘movimento di liberazione’, la sua violenza ‘legittima’, la sua utopia religiosa ‘inclusiva’, chiudendo gli occhi sulle prigioni a cielo aperto, le purghe, le esecuzioni”. Esecuzioni di Hamas?
A uccidere a Gaza sarebbero solo gli israeliani e mai per legittima difesa. Terroristi di Hamas e unità di polizia a Gaza hanno invece mutilato e ucciso pubblicamente decine di palestinesi durante la guerra con Israele, in atti che costituiscono crimini di guerra, secondo un rapporto delle Nazioni Unite. Un altro rapporto finito subito nel dimenticatoio mediatico. “Esecuzioni, gambizzazioni, fratture ossee con tubi di metallo e mattoni di cemento, percosse”, si legge nel rapporto.
108 le uccisioni certificate dal agosto 2024 al gennaio 2026. Uccisioni e torture eseguite anche all’interno di complessi ospedalieri, tra cui il Nasser Medical Complex a Khan Younis. Il rapporto dell’Onu non può fare a meno di scrivere che anche i morti palestinesi per mano di Hamas sono colpa dell’“ambiente creato da Israele”. Come dire che se lo stato ebraico non esistesse e non di difendesse nella guerra del 7 ottobre, quei palestinesi sarebbero vivi e felici. Conclude Kamel Daoud citando George Orwell: “Alcune idee sono talmente assurde che solo gli intellettuali possono crederci”. La più assurda è che Gaza vada liberata da Israele e non da Hamas. Nessuna flottiglia umanitaria ha solcato il Mediterraneo per denunciare queste prigioni a cielo aperto gestite dagli stessi “resistenti”. Nessun Nobel ha indossato la kefiah per piangere questi martiri interni. Nessuna piazza europea si è riempita di bandiere per invocare sanzioni contro i boia islamisti.
“A Gaza non esiste una stampa libera, non c’è libertà di riunione, di stampa, di formazione di partiti né di un sistema giudiziario indipendente” scrive il romanziere olandese Leon de Winter sul Telegraaf. “I media hanno ripreso con avidità la propaganda di Hamas come se le fonti fossero indipendenti e attendibili, e come se il jihadismo fosse un’ideologia allegra, ecologista, adatta a femministe e trans. Nel 1948 c’erano 1,3 milioni di arabi che oggi definiamo palestinesi, e oggi in medio oriente vivono almeno tredici milioni di palestinesi, più altri un milione nel resto del mondo. Il genocidio dei palestinesi è il primo genocidio della storia in cui il popolo genocidato si è decuplicato numericamente. Al Jazeera è il nuovo ministero mondiale dell’illuminazione popolare e della propaganda”. Queste esecuzioni pubbliche di Hamas non turbano i sonni di chi, in nome di un certo “progressismo”, giustifica ogni barbarie purché diretta contro lo stato ebraico. Ogni barbarie.
Come Israa Jaabis, l’aspirante esplosiva palestinese appena accolta con ovazioni a Berkeley. Sì, la fallita attentatrice suicida palestinese ha tenuto un discorso agli studenti dell’Università della California ricevendo applausi fragorosi. Jaabis, rilasciata dal carcere israeliano nel 2023 come parte di uno scambio di prigionieri legato agli attacchi del 7 ottobre, ha parlato agli studenti della facoltà di Legge dell’ateneo californiano. L’esplosione l’ha sfigurata gravemente e ha ustionato l’agente. Jaabis non è celebrata nonostante il suo tentativo di fare una strage di ebrei, ma proprio per esso. Chi tenta di massacrare israeliani non è un terrorista, ma un corpo che porta le stigmate dell’oppressione sionista e occidentale.