Esteri
L'analisi •
Modello Milei o modello Benifei? La competizione regolatoria nell’AI è una sfida per l’Europa
Il regime immaginato dal governo libertario passa attraverso tre fondamentali pilastri: deregolamentazione assoluta, incentivi fiscali e riconoscimento di un nuovo tipo societario: la “società non umana”. Appunti per una nuova normativa europea
5 GIU 26

Foto ANSA
Il presidente argentino Javier Milei e il suo ministro della Deregolamentazione Federico Sturzenegger sono vicini alla realizzazione di uno dei più antichi sogni libertari: la pluralizzazione degli ordinamenti e dei regimi di governo. Sin dalla secessione teorizzata da Lodwig von Mises fino ai più recenti esperimenti istituzionali caldeggiati nel nome dell’alta tecnologia, come i Network-State di Balaji Srinivasan o le Free Cities di Titus Gebel, l’idea che un cittadino, una società di capitali o un semplice imprenditore possano scegliere in piena libertà a quale stato aderire è uno dei cavalli di battaglia del movimento libertario. E’ ciò che con sommo raccapriccio Quinn Slobodian definisce “capitalismo della frammentazione” e che, senza l’interessato disgusto degli intellettuali progressisti, può essere concepita quale pura concorrenza tra regimi regolatori.
Milei e il suo ministro lo avevano messo nero su bianco in un articolo di pochi giorni fa apparso sulle pagine dell’Economist, un autentico appello affinché l’intelligenza artificiale sia lasciata libera, senza legacci, di scatenare tutto il suo enorme potenziale. Milei, nella sua analisi, rimonta addirittura alla fondazione della Compagnia olandese delle Indie, nel 1602, dalla quale sarebbe derivato il tipo societario a responsabilità limitata: è stato il diritto societario a dare al mondo la rivoluzione industriale, sostiene Milei, non l’ingegneria. Per questo, è necessario immaginare un mondo nuovo, all’alba della rivoluzione imposta dall’intelligenza artificiale. E Milei è intenzionato a trasformare l’Argentina in una sorta di tecnoPampa in cui la deregolamentazione in campo di IA sarà assoluta, di modo che modelli agentici siano lasciati liberi di produrre e auto-innovarsi.
Il regime immaginato dal governo libertario passa attraverso tre fondamentali pilastri: deregolamentazione assoluta, incentivi fiscali e da ultimo riconoscimento di un nuovo tipo societario, attraverso la riforma del codice del diritto commerciale, la “società non umana”. Il disboscamento di leggi, norme e incombenti amministrativi e la costruzione di regimi fiscali incentivanti ambiscono a rendere competitiva l’Argentina nei confronti di player come Dubai: d’altronde l’Argentina, sia per la storia della sua immigrazione europea sia per il deciso posizionamento occidentale voluto da Milei, è un attore potenzialmente anche più attrattivo rispetto le monarchie del Golfo. Maggiore consonanza storico-culturale con Usa ed Europa e, soprattutto, una posizione geopoliticamente meno incandescente. Ma non c’è dubbio che l’innovazione più radicale e rilevante sia il riconoscimento regolatorio di regimi giuridici parziali legati ad agenti non umani: il fatto che società possano essere composte da IA e che queste creino brevetti, marchi, prodotti pone un tema giuridico enorme, e non nuovissimo nel dibattito giuridico ma che Milei ha deciso di prendere di petto.
L’ex parlamentare americano repubblicano Mitt Romney ha coniato anni fa lo slogan “corporations are people too”, anche le società sono persone. Il giurista Kent Greenfield lo ha preso sul serio ed è andato alla ricerca di tutte le sentenze della Corte suprema nelle quali le corporation venivano trattate quali persone. Il risultato è un libro dal titolo identico al motto di Romney e che segnala come da decenni, lo ha fatto anche il costituzionalista Adam Winkler, ci si ponga l’enorme tema di quanto attori non umani, soprattutto sotto l’incalzare della tecnologia, possano essere centri di imputazione di loro autonomi diritti e di cui il diritto deve tener conto. Gunther Teubner in “Ibridi e attanti” è stato uno dei primi a esplorare il tema con riferimento specifico a robot e IA.
Per questo, la scommessa di Milei per quanto radicale è molto più lucida di quanto possa sembrare. E soprattutto molto più attrattiva rispetto la geologica stratificazione di norme che contraddistingue l’Unione ueorpea. Non c’è dubbio che il modello Milei contro quel che potremmo definire “modello Benifei”, alla luce della inesorabile convergenza tra normativa su protezione dei dati, cybersecurity e intelligenza artificiale, già stigmatizzata anche da Mario Draghi, sia vincente: quello europeo è labirintico, farraginoso e rischia di condannarci al ruolo di spettatori o di vassalli. E se qualcuno volesse invocare “i diritti”, ci si ricordi che l’eccesso di tutela sovente equivale a nessuna tutela.