Lo spettro Brexit arriva in Canada

Non fate gli errori inglesi, dice il premier Carney ai secessionisti dell’Alberta

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Indipendentisti dell'Alberta (foto Ap, via LaPresse)

La regione canadese dell’Alberta terrà a ottobre un referendum per decidere se rimanere parte del Canada o se ottenere un secondo voto legalmente vincolante sulla secessione. Una petizione per la separazione, che ha raggiunto la cifra di 300 mila firme, era stata dichiarata nulla da un tribunale perché non erano state consultate sul tema in maniera appropriata le popolazioni native. Una petizione separata, per rimanere parte del Canada, aveva ottenuto 400 mila firme. La premier della regione, la conservatrice Danielle Smith, ha detto di essere “profondamente turbata” dalla decisione dei giudici e ha indetto il referendum, dichiarando che, “come premier, non farò sì che lo sbaglio di un giudice silenzi le voci di migliaia di cittadini”. Ha anche detto, però, che la sua posizione personale e quella del suo governo è di votare per rimanere parte del Canada. L’ira contro Ottawa di una parte degli abitanti è causata dalle regolamentazioni ambientali, votate sotto il precedente governo Trudeau, che secondo i secessionisti hanno bloccato la crescita della regione, particolarmente dipendente dal settore petrolifero.
Il primo ministro del Canada, il liberale Mark Carney, ha definito il referendum “un bluff pericoloso” e lo ha paragonato alla consultazione sulla Brexit del 2016, nel regno Unito, quando Carney era il governatore della Banca d’Inghilterra. “Ho visto cosa è accaduto nel Regno Unito – ha detto Carney – quando la visione era: votate per l’uscita dall’Unione europea e poi negozieremo. A dieci anni di distanza, il Regno Unito sta ancora cercando di annullare quello che la gente non pensava di votare, ma ha finito per ottenere”. Il primo ministro ha anche affermato che farà campagna per mantenere l’unità del Canada. Sia il partito liberale sia quello conservatore sono contrari alla secessione e, secondo un sondaggio dell’Angus Reid Institute, a oggi tre abitanti dell’Alberta su cinque voterebbero per rimanere uniti a Ottawa.