Saied si agita e zittisce i dubbi sul suo futuro. “Solo menzogne”

Dopo l'inchiesta del Foglio, il presidente tunisino risponde di persona alle voci sui suoi ipotetici sostituti. "La gestione dello stato non può basarsi su post sui social network o su pagine sospette né sulla diffusione di calunnie”

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5 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 01:56 PM
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Il presidente tunisino Kais Saied con il presidente del Parlamento, Ibrahim Bouderbala, e quello del Consiglio nazionale delle regioni e dei distretti, Imed Derbali

Si dice che Kais Saied abbia problemi con il sonno. Un po’ per problemi di salute, un po’ per il nervosismo, capita che il presidente tunisino prenda alcune decisioni istituzionali nel cuore della notte. Vale per le faccende più delicate, come quando due anni fa decise all’improvviso di sbarazzarsi della premier Najla Bouden, oppure per quelle che dovrebbero rientrare, invece, nella normale amministrazione, come un articolo di giornale. L’inchiesta del Foglio sul dibattito sulla ricerca di un’alternativa alla guida della Tunisia tra le file dell’opposizione ha innervosito non poco Saied, che ieri, nella notte, ha deciso di intervenire in prima persona. Ha convocato al palazzo presidenziale di Tunisi il presidente dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo e il presidente del Consiglio nazionale delle regioni e, con tanto di foto di rito, gli ha affidato un messaggio diffuso prontamente sui media tunisini martedì mattina. “La gestione dello stato non può basarsi su post sui social network o su pagine sospette né sulla diffusione di menzogne e calunnie”, ha detto Saied.
Il riferimento è al dibattito che è partito in Tunisia attorno al nome di Kamel Ghribi, vicepresidente del Gruppo San Donato, gigante della sanità privata italiana. L’influente imprenditore di Sfax è una figura gradita ai partiti di opposizione e lui stesso, due giorni fa, ha risposto alle indiscrezioni con una nota, senza negare che, in fondo, un invito a intervenire politicamente in Tunisia non sarebbe a lui sgradito.
Fumo negli occhi per Saied, abituato a sbarazzarsi di qualsiasi voce di dissenso con metodi autoritari. Censura, arresti e messe al bando sono provvedimenti ricorrenti del presidente-dittatore contro giornalisti, blogger, attivisti e oppositori. L’invito che ha rivolto ai tunisini a stare in guardia da quella che considera disinformazione ha quindi del paradossale e tradisce una certa agitazione. “Il popolo tunisino non accetterà alcun ritorno al passato”, ha avvisato Saied. Preoccupato evidentemente per il proprio futuro.