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Putin e Kim sanciscono con "il sangue" un nuovo accordo militare
Il monumento ai soldati nordcoreani morti nel Kursk, per combattere la guerra della Russia in Ucraina, e la storia di Misha, un bambino ucraino proveniente dalla parte del Donetsk che la Russia occupa e inviato in un "campo estivo" nordcoreano in veste di rappresentante russo
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28 APR 26

Lo scorso fine settimana una delegazione russa composta dal ministro della Difesa Andrei Belousov e il presidente del Parlamento Vyacheslav Volodin è arrivata a Pyongyang per presiedere all’inaugurazione del monumento dedicato ai soldati nordcoreani morti nel Kursk per combattere la guerra d’invasione russa in Ucraina. Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha parlato di una “nuova storia di amicizia con la Russia scritta con il sangue”, e in effetti la cooperazione militare tra Mosca e Pyongyang dalla guerra del 24 febbraio 2022 si è fatta sempre più intensa, il regime nordcoreano ha fornito aiuto al Cremlino quando ne aveva più bisogno con armi, proiettili e missili, fino a inviare migliaia di uomini al confine con l’Ucraina in cambio di aiuto finanziario e tecnologia militare.
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Volodin ha letto una lettera in cui Putin ha citato il rafforzamento del “partenariato strategico globale” tra i due paesi, poi Belousov ha sancito con i funzionari nordcoreani una cooperazione militare a lungo termine, per il periodo 2027-2031. Per Kim la guerra di Mosca che da oltre quattro anni bombarda gli ucraini è sacra, condivide gli intenti di Putin non soltanto dal punto di vista militare. Dalla guerra d’invasione il Cremlino ha intensificato per i giovani ucraini rimasti nei territori occupati i programmi di “russificazione”, che comprendono indottrinamento patriottico e addestramento militare. Secondo un documento ottenuto dal Nikkei Asia, Misha, un bambino ucraino proveniente dalla parte del Donetsk che la Russia occupa, la scorsa estate sarebbe stato inviato in un “campo estivo” a Wonsan, in Corea del nord. Dopo aver superato un esame di selezione, Misha è stato designato come “rappresentante russo”, con tanto di maglietta con i colori della bandiera russa, in un video diffuso dal Cremlino dice: “Sono Mikhail, ho dieci anni, voglio mostrarvi con orgoglio la mia città Makiivka, che è una pietra miliare della Repubblica popolare di Donetsk ed è diventata parte della Grande Russia”

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Nata a Roma, all'università tra le tante lingue e civiltà orientali ho scelto il cinese. Grazie a un progetto di doppio titolo ho studiato un anno a Pechino, rapita dal romanticismo delle poesie Tang. Negli anni ho sviluppato un talento particolare per le passioni più costose, collezionando corsi: fotografia, ceramica, poi giornalismo. Dal 2021 lavoro al Foglio, nella redazione (umana) degli Esteri e in quella virtuale del Foglio AI.