David French, editorialista del New York Times e veterano dell’operazione Iraqi Freedom, ha scritto un articolo dal titolo: “Vi presento il nuovo leader del mondo libero”, con una foto di Zelensky che stringe la mano ai suoi soldati. French scrive che
il presidente ucraino “sta mostrando all’Europa e agli altri paesi come il mondo libero post americano può conservare la libertà e l’indipendenza”. Il primo punto è quel “post americano”: gli Stati Uniti sono ancora la nazione più potente del mondo e sono ancora parte della Nato, ma stanno “rapidamente abdicando al loro ruolo come leader del mondo libero”. French riassume in modo efficace l’ostilità permanente di Donald Trump nei confronti degli alleati europei,
la minaccia di conquista della Groenlandia, territorio della Nato, che è stato il momento finora più rivelatore del collasso della fiducia tra europei e americani: “Non puoi minacciare il mondo libero – scrive – e allo stesso tempo guidarlo”.
Il presidente americano ha scelto con insistenza ossessiva la minaccia, e così i suoi alleati hanno dovuto mettere in discussione il suo ruolo di guida. “Nessun paese può eguagliare il potere americano – conclude French – ma per la prima volta nella mia vita adulta, il cuore morale e strategico della difesa della democrazia liberale non lo sento battere a Washington. E nemmeno a Londra, Parigi, Berlino o Ottawa”, dice, che pure stanno rompendo tabù storici per adattarsi al nuovo mondo post americano, con la Germania che vuole creare l’esercito più forte e più “responsabile” d’Europa e la Francia che pensa ad allargare il suo ombrello di deterrenza nucleare ai paesi europei.
E’ a Kyiv che batte il cuore della difesa del mondo libero, “dove un leader coraggioso e un popolo coraggioso hanno preso la torcia che l’America ha lasciato cadere”, scrive French, e l’enfasi romantica non deve distrarre dalla concretezza di questo cuore che non solo batte, ma diventa un alleato generoso – il più generoso che ci sia: l’Ucraina è in mezzo a un’aggressione violentissima che non accenna a diminuire perché l’allineamento con l’America alimenta la convinzione di Putin di poter vincere questa guerra – e solidale, pronto a condividere tecnologia ed esperienza. E quando gli europei si chiedono chi li difenderà dalla minaccia russa ora che gli Stati Uniti non sono più affidabili, la risposta è l’Ucraina: come molti leader – non tutti, e certo non molte opinioni pubbliche europee – stanno realizzando e dicendo, è questa la nostra “nazione indispensabile”.