Israele si spara sui piedi se accoglie le navi della flotta ombra di Putin

L’Ucraina perde la pazienza con Israele per il grano rubato dai territori occupati e venduto da Mosca. Il caso delle navi russe nei porti di Haifa e Ashdod


di
28 APR 26
Immagine di Israele si spara sui piedi se accoglie le navi della flotta ombra di Putin

il porto di Haifa

Quando due settimane fa alla portarinfuse Abinsk era stato permesso di attraccare al porto israeliano di Haifa, l’Ucraina aveva reagito mantenendo pacate le risposte diplomatiche e fingendo di accontentarsi della risposta del ministro degli Esteri di Israele, Gideon Sa’ar, secondo il quale la nave aveva già lasciato il porto quando le autorità israeliane avevano iniziato a indagare. La Abinsk trasportava grano ucraino proveniente dai territori che la Russia occupa, quindi grano rubato venduto da Mosca a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato e il cui acquisto rappresenta una violazione delle sanzioni internazionali. L’Ucraina aveva segnalato a Israele che la portarinfuse stava arrivando, che trasportava un carico rubato e aveva chiesto assistenza giuridica per perseguire l’imbarcazione e il suo equipaggio. 
Israele aveva fatto finta di non sentire: la Abinsk è arrivata, ha scaricato, è ripartita. Un’altra nave è diretta in queste ore verso il porto di Haifa, si chiama Panoramits, Kyiv ha segnalato che appartiene alla flotta ombra russa, che potrebbe essere carica di grano rubato, ma questa volta non intende fermarsi qualora Israele lascerà che i cereali rubati vengano scaricati e che la nave venga fatta ripartire. Il giornalista israeliano Barak Ravid ha parlato con una fonte diplomatica ucraina, che ha avvertito: “Non lasceremo correre… Se questa nave e il suo carico non saranno respinti, ci riserviamo il diritto di attivare l’intero arsenale di risposte diplomatiche e giuridiche internazionali”. Kyiv non ha mai messo in discussione l’alleanza con Israele, ha lasciato correre molti atteggiamenti ambigui da parte del governo israeliano nei confronti di Mosca, ma ha sempre collaborato quando si è trattata di mostrarsi solidali: “Sembra uno schiaffo in faccia, considerando la buona volontà strategica che l’Ucraina ha dimostrato, dal designare il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica come terrorista alla criminalizzazione dell’antisemitismo”, ha detto la fonte a Ravid. L’Ucraina ha sempre cercato il sostegno di Israele, ha spesso trovato porte chiuse, come quando, dopo il 7 ottobre, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fu il primo leader mondiale a dire che sarebbe andato in Israele per manifestare la sua solidarietà. Il viaggio però non avvenne e non per un passo indietro ucraino. Negli ultimi mesi, Zelensky ha viaggiato spesso in medio oriente, ma non ha mai messo piede in Israele, pur cercando di mandare al primo ministro israeliano un messaggio chiaro: noi abbiamo quello che serve a voi e voi avete quello che serve a noi, aiutiamoci. Non risultano, fino a questo momento, risposte da parte del primo ministro Benjamin Netanyahu, che invece continua a sentire al telefono il capo del Cremlino, Vladimir Putin, nonostante le prove del sostegno russo al regime iraniano.
La Abinsk non era la prima nave della flotta ombra ad attraccare in Israele e il suo carico di grano rubato non era il primo a essere immesso sul mercato israeliano. Il quotidiano Haaretz ha realizzato un’inchiesta con nomi di imbarcazioni, date, porti, dati satellitari che mostra un movimento di cereali dall’Ucraina occupata a Israele che va avanti dal 2023. La prima nave ad attraccare non a Haifa ma al porto di Ashdod fu la St. Olga che aveva ottenuto un carico di grano proveniente dalla Crimea tramite un “trasferimento clandestino” effettuato su un granaio galleggiante nei pressi dello Stretto di Kerch, che separa la penisola ucraina dalla Russia. La St. Olga arrivò ad Ashdod nel luglio del 2023 con un carico di grano rubato di 27 mila tonnellate, del valore di 9 milioni di dollari. Haaretz ha stimato che la navi della flotta ombra russe che hanno scaricato in Israele cereali provenienti dai territori occupati siano nove.
Israele aderisce alle sanzioni internazionali, quindi accettare l’arrivo di navi della flotta ombra di Mosca – imbarcazioni che battono bandiere di altri paesi, con a bordo il petrolio russo o materiale sottratto agli ucraini, che spesso viaggiano con il transponder spento – è una violazione che non va letta soltanto da un punto di vista economico o giuridico, ma anche di posizionamento: Israele comprando il grano ucraino venduto da Mosca sta finanziando l’industria bellica di Vladimir Putin che produce armi per annientare l’Ucraina e dispensa aiuti all’Iran per annientare Israele.