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Sparatoria alla cena di Trump con i corrispondenti. Cosa è successo
Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. Il presidente e Vance, illesi, sono stati evacuati dagli agenti del Secret Service. La solidarietà di Meloni e dei leader internazionali
26 APR 26
Ultimo aggiornamento: 10:25 AM

AssociatedPress/LaPresse
Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington dove ieri sera si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca. I colpi sono stati esplosi a pochi metri dal presidente Donald Trump e da tutti i principali membri della sua Amministrazione. Trump, Melania e Vance sono stati subito evacuati dagli agenti del Secret Service.
Era la prima volta che Trump partecipava da presidente alla cena con i giornalisti. Poco dopo le 20.30 un uomo ha sparato nella hall dell'hotel che ospitava l'evento, scatenando il panico tra gli oltre 2500 presenti che hanno cercato riparo sotto i tavoli. In quel momento Trump era sul palco, impegnato in una conversazione con la giornalista della CBS Weijia Jiang. Gli agenti della sicurezza sono intervenuti per mettere a riparo Trump, Melania, J.D. Vance e gli altri membri dell'Amministrazione, subito protetti e portati fuori dalla sala. Alle 21.40 il presidente americano ha lasciato l'hotel. Mentre l'edificio è stato circondato dalla polizia, con gli elicotteri a sorvolare la zona.
L'aggressore è stato colpito da un agente, mentre un altro agente, che indossava il giubboto antiproiettile, è rimasto ferito ed è stato ricoverato in ospedale e poi dimesso. Secondo quanto riferito da Trump l'attentatore sarebbe "un lupo solitario" che "voleva uccidere". Il sospettato della sparatoria sarebbe stato identificato come Cole Tomas Allen, 31 anni, di Torrance, California.
Il Washington Post riporta che "gli ospiti sono stati sottoposti a controlli minimi per entrare nell'hotel, limitandosi a mostrare il biglietto per accedere alla struttura", avanzando perplessità sui protocolli di sicurezza adottati.
"Voglio vivere perché voglio rendere questo paese grande. Quando hai impatto ti prendono di mira. Quando non lo hai ti lasciano in pace", ha detto Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca allestita due ore dopo la sparatoria. "Non è la prima volta nell'ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti", ha detto ancora Trump, in un punto stampa allestito due ore dopo alla Casa Bianca. Sul suo social Truth, Trump ha pubblicato la foto dell’aggressore al momento dell’arresto, con la faccia a terra circondato dagli agenti.

Tutti i leader internazionali hanno espresso vicinanza al presidente americano. Su X la premier Giorgia Meloni ha scritto: "Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al presidente Trump, alla First Lady Melania, al vice presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca di ieri sera. Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell'informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l'argine invalicabile contro ogni deriva intollerante, a tutela dei valori che fondano le nostre Nazioni".
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