Pechino sanziona sette aziende europee della Difesa, ma la pressione dell’Ue funziona

La Cina colpisce sette aziende europee del settore Difesa dopo le sanzioni Ue alle società cinesi che sostengono lo sforzo bellico russo. Risposta più rapida e più mirata del solito: un segnale che la coercizione economica è diventata strumento strategico

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25 APR 26
Immagine di Pechino sanziona sette aziende europee della Difesa, ma la pressione dell’Ue funziona

Foto Epa, via Ansa

La Cina ieri ha annunciato l’imposizione di restrizioni contro sette società europee attive nel settore della Difesa. Il ministero del Commercio cinese ha accusato le sette società di aver venduto armi e di “collusione” con Taiwan. Ma gran parte degli analisti ritengono che quella di Pechino sia una rappresaglia per la decisione dell’Unione europea di sanzionare 25 società della Cina e di Hong Kong, oltre a un individuo cinese, nel ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia adottato giovedì. E’ stato il colpo più forte che l’Ue ha inflitto alla Cina dall’inizio dell’invasione, per il ruolo delle sue società nel sostegno allo sforzo bellico di Mosca, attraverso forniture dirette di componenti militari o l’elusione delle sanzioni.
Le sette società europee colpite da Pechino – due del gruppo belga Herstal (che producono armi leggere), la tedesca Hensoldt AG (radar e sensori avionici), le ceche Excalibur Army e Omnipol (equipaggiamento militare), Spaceknow (immagini satellitari) e VZLU Aerospace (aerospaziale) – non potranno ricevere componenti a uso duale (sia civile sia militare) fabbricati in Cina. “La Commissione è in contatto con gli stati membri interessati e, tramite questi, con le aziende coinvolte per comprendere l’impatto”, spiega al Foglio un suo portavoce: “Chiederemo chiarimenti e solleveremo la questione attraverso il dialogo Ue-Cina sul controllo delle esportazioni”.
Ciò che ha stupito l’Ue non è tanto la rappresaglia, ma la velocità e gli attori colpiti. Anche in passato la Cina aveva risposto a sanzioni, ma in modo più lento e prendendo di mira entità marginali. Nell’agosto del 2025, Pechino aveva sanzionato due banche lituane (UAB Urbo Bankas e AB Mano Bankas), in risposta alle misure dell’Ue contro istituzioni finanziarie cinesi. Le sanzioni contro le banche lituane sono state revocate ieri dalla Cina, dopo che l’Ue ha tolto dalla sua lista nera due banche regionali cinesi che hanno interrotto le transazioni in criptovalute con la Russia. E’ la dimostrazione che la pressione dell’Ue sulla Cina funziona. Ma le restrizioni contro le società della difesa dimostrano anche quanto Pechino sia determinata a usare la coercizione economica contro gli europei.