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Attal si candida “da uomo libero”, per riunire il centro
Trecento pagine per convincere i francesi che è il miglior candidato per battere Jordan Bardella, il probabile rivale della destra identitaria a un eventuale ballottaggio
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22 APR 26

Foto LaPresse
Parigi. La pubblicazione di un libro è il passaggio obbligato di ogni aspirante candidato alle presidenziali francesi, e il primo a uscire allo scoperto a un anno dallo scrutinio è Gabriel Attal, presidente di Renaissance ed ex primo ministro. Si intitola “En homme libre”, “Da uomo libero”, trecento pagine per convincere i francesi che è il miglior candidato del centro per battere Jordan Bardella, il probabile rivale della destra identitaria a un eventuale ballottaggio. “Ho avuto l’esperienza di governare il paese, e oggi credo di sapere come si debba essere presidente. Ho le idee chiare per la Francia”, ha detto al Point Attal, che nel libro mette nero su bianco le sue ambizioni politiche, ma apre anche il diario della sua vita personale, dalle origini ucraine della madre alla tragica morte del padre, fino alla relazione con l’attuale commissario europeo per il Mercato interno Stéphane Séjourné. “Da uomo libero, ho deciso di raccontare tutto. Le mie battaglie, i miei dubbi, i miei errori, le mie ferite: questo libro è una testimonianza senza veli. Ho voluto parlare anche dei francesi e della Francia, che mi hanno dato tanto e per i quali voglio dare tutto me stesso. Perché quando si vuole servire il proprio paese, non possono esserci né segreti né finzioni”, scrive Attal, prendendo definitivamente le distanze da colui che nel gennaio 2024, a soli 34 anni, lo aveva promosso primo ministro, Emmanuel Macron.
L’emancipazione dell’enfant prodige è iniziata la notte della “dissolution”, dello scioglimento dell’Assemblea nazionale deciso dall’inquilino dell’Eliseo in seguito al trionfo del Rassemblement national (Rn) alle elezioni europee. “Una delle decisioni politiche più funeste della Quinta Repubblica”, afferma Attal. L’ufficialità della sua candidatura per il 2027 arriverà con ogni probabilità il 30 maggio, in occasione di un meeting a Porte de Versailles, lì dove l’allora candidato di En Marche! Macron iniziò la sua scalata trionfale verso l’Eliseo. Ma la strada, al centro, è molto trafficata per raccogliere l’eredità del macronismo, il blocco di partiti che sostiene il presidente francese non ha ancora trovato la quadra su una candidatura unica. Édouard Philippe, presidente dei centristi di Horizons e capo dell’esecutivo durante il primo mandato di Macron, ha le stesse ambizioni di Attal, ma ha sondaggi più favorevoli. “Sono migliore di lui in campagna”, ribatte in privato Attal a chi glielo fa notare. Per ora i due si scrutano, evitano i colpi bassi in pubblico, ma arriverà un momento in cui dovranno accordare i violini per non disperdere i voti del centro. Oggi ci sarà il primo firmacopie di “En homme libre” e non in una libreria qualsiasi, ma alla Librerie Lamartine, nel Sedicesimo arrondissement di Parigi, dove l’ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy è solito lanciare i propri libri. L’editrice di Attal, Muriel Beyer, è la stessa dell’ex capo dello stato. Il presidente di Renaissance spera di seguire le stesse orme del leader gollista.