Non aiutare Kyiv costa all’America

Le parole di Vance e l’errore strategico di ignorare Zelensky. Gli americani sono stati battuti dagli ucraini nel loro concorso di droni. Sarà un'azienda britannica (con tecnologia ucraina) a produrre i mezzi per il Pentagono

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16 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:34 AM
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Il vicepresidente americano, J. D. Vance, ha detto che la cosa di cui va più fiero, delle tante fatte dall’Amministrazione Trump, è il taglio all’assistenza americana all’Ucraina. Vance parlava a un incontro semideserto organizzato da Turning Point e ha raccontato del suo incontro a Cleveland, in Ohio, quando era in campagna elettorale come senatore, con un ucraino-americano “molto agitato”: in quel momento Vance non stava parlando dell’Ucraina, stava spiegando che gli americani che non sono nati negli Stati Uniti dovrebbero sentire un’appartenenza più forte per l’America che per il loro paese di origine. Questa era la premessa al suo ragionamento e anche la conclusione, ma in mezzo il vicepresidente ha detto che questo ucraino-americano molto agitato, con un dito accusatorio alzato verso di lui, “e che probabilmente non avrà votato per me dopo quello scambio”, gli diceva che l’America avrebbe dovuto continuare a sostenere l’Ucraina contro l’aggressione russa. “Stavo dicendo che avremmo dovuto smettere di finanziare la guerra ucraina, che è quello che abbiamo fatto, ed è la cosa di cui sono più fiero, e abbiamo detto agli europei: se volete acquistare armi, va bene, ma gli Stati Uniti non compreranno armi e non le invieranno in Ucraina. Siamo semplicemente usciti da questo affare, ed è davvero una buona cosa”. La conversazione tra Vance e uno dei tanti ucraini che vivono in Ohio è finita con l’ucraino che diceva: il mio paese va difeso, e Vance che gli rispondeva: “Con tutto il rispetto, il tuo paese è l’America”.
Il vicepresidente ha confermato ancora una volta il suo disprezzo, ampiamente condiviso dal resto del governo, nei confronti specifici dell’Ucraina, perché con le operazioni militari in Iran è crollata gran parte dell’ideologia antiguerra di Vance: è questa guerra, quella che subisce l’Ucraina, che non gli piace, di cui non si sente partecipe, che non considera nell’interesse americano, al punto da trasformare gli Stati Uniti in mediatori che equiparano aggressori e aggrediti, con una propensione a fidarsi più dei primi – nemici storici – che dei secondi. 
La specificità dell’ostilità al sostegno dell’Ucraina ricorre in tutte le azioni e le dichiarazioni dell’Amministrazione Trump, dalla Casa Bianca al Pentagono: ieri Pete Hegseth, segretario alla Difesa, ha ancora una volta snobbato l’Ukraine Defence Contact Group, il gruppo di circa cinquanta paesi che dall’aprile del 2022 coordina l’aiuto militare a Kyiv, che si è tenuto ieri a Berlino con la guida della Germania e del Regno Unito. Non è la prima volta che Hegseth non partecipa agli incontri in cui si discute del sostegno all’Ucraina, ancora prima che ci fosse il fronte mediorientale di cui occuparsi. E pure questo effetto di sostituzione – la priorità è nel Golfo – non ha senso alla luce delle continue informazioni che filtrano sul sostegno della Russia all’Iran e sull’aiuto pratico che l’Ucraina sta fornendo agli alleati dell’America per difendersi dai droni iraniani che conosce molto bene. Soltanto l’Amministrazione Trump si rifiuta di riconoscere questo asse, e anzi insiste con le falsità sugli arsenali americani svuotati dalla guerra in Ucraina. Alla riunione di Berlino ha partecipato da remoto Elbridge Colby, il sottosegretario al Pentagono da tempo in allarme per lo stato degli arsenali americani, al punto che l’estate scorsa decise in autonomia di fermare le forniture militari all’Ucraina già in transito in Europa. Come ha commentato su X il brillante analista Michael Weiss: “Mandare Colby è peggio che non mandare nessuno”, sintesi perfetta del fatto che l’assenza americana si può in qualche modo compensare – gli europei lo hanno già fatto – ma la sua ostilità, il suo allineamento con Vladimir Putin sono invece un guaio, non soltanto per la difesa ucraina, ma soprattutto per la Russia che grazie al disimpegno americano pensa di poter vincere la guerra contro l’Ucraina, e non si ferma.
Quando gli ucraini avranno infine vinto, si potrà calcolare quanto questa ostilità strategica sia costata all’America. Intanto stiamo già assistendo alle conseguenze dell’errore dei trumpiani di non aver accettato l’aiuto tecnologico offerto dall’Ucraina nei mesi scorsi, in particolare sui droni. Ieri il sito Axios, che è un grande produttore di notizie esclusive, ha raccontato che a febbraio gli Stati Uniti hanno lanciato un concorso per produttori di droni che è stato vinto da Skycutter, che ha presentato un drone Fpv, lo Shrike 10-F, che viene gestito con fili in fibra ottica che contrasta il jamming elettronico e lo spoofing, e che è un’invenzione ucraina. Skycutter è un’azienda britannica che produce ad Atlanta, in Georgia, e che per produrre questo drone si è avvalsa del preziosissimo aiuto di SkyFall, una delle più grandi aziende belliche dell’Ucraina. Il direttore operativo di Skycutter, Vincent Gardner, ha detto ad Axios che SkyFall produce “un drone ogni 23 secondi, 123 mila unità al mese” e che in questa collaborazione gli Shrike 10-F sono stati “ridisegnati in modo da escludere ogni componente cinese, perché così era richiesto dal programma Drone Dominance”. Questo programma è stato deciso del Pentagono, Hegseth ha stanziato 1,1 miliardi di dollari per produrre 300 mila droni entro il 2028, o almeno questo era l’obiettivo iniziale che, secondo alcune fonti, è cambiato perché la domanda di droni si è fatta molto più urgente. Dopo questa vittoria, Skycutter ha ottenuto un contratto per produrre 2.500 droni, il che significa che infine l’Amministrazione Trump si rafforzerà (e aumenterà i posti di lavoro, visto che si produce in America) grazie proprio all’innovazione ucraina, cioè quell’esperienza, quella tenacia, quella tecnologia che i trumpiani hanno voluto ignorare, sciaguratamente orgogliosi di aver tolto il sostegno a Kyiv, proprio nel momento in cui l’Ucraina ha smesso di chiedere e ha iniziato a dare, l’alleato migliore che ci sia, al contrario dell’America.