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A Sirte si intravede una Libia unita
Militari dell'est e dell'ovest si stringono la mano per il Flintlock 2026: un evento storico suggellato dalla partecipazione alla cerimonia di inaugurazione di coloro che sono considerati come il futuro del paese. Ci volevano gli americani
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16 APR 26

Massad Boulos, senior advisor to President Donald Trump, speaks during an interview with the Associated Press at the United States' embassy in Cairo, Egypt, Monday, Nov. 3, 2025. (AP Photo/Amr Nabil)Associate Press/ LaPresseOnly Italy and Spain
Solo il tempo potrà dire se la tela intrecciata con pazienza in questi mesi da Massad Boulos, consigliere di Donald Trump per l’Africa, darà i risultati sperati in Libia. L’inviato della Casa Bianca ha concentrato i suoi sforzi sull’unificazione del paese, diviso fra l’est e l’ovest, e martedì un tassello importante si è aggiunto all’ambiziosa manovra diplomatica americana. Come annunciato lo scorso ottobre, la Libia ha inaugurato una grande esercitazione militare, Flintlock 2026, a cui partecipano 30 paesi diversi. Per la prima volta dalla caduta di Gheddafi, le insegne militari dell’est e dell’ovest sono state immortalate insieme, uomini della Brigata 111, fedele a Tripoli, hanno lavorato insieme ai paracadutisti della Cirenaica. Un evento storico suggellato dalla partecipazione alla cerimonia di inaugurazione di coloro che sono considerati come il futuro del paese.
Il ministro della Difesa di Tripoli, Abdul Salam Zubi, e il vicecomandante generale di Bengasi, Saddam Haftar, sono stati fotografati mentre si stringevano la mano, sorridenti. E anche il quartier generale dell’esercitazione, Sirte, non è un luogo casuale. Linea di demarcazione fra l’est e l’ovest e vecchio fortino dello Stato islamico in Libia, la città costiera è la location perfetta per “l’esperimento” degli americani – e anche dall’Italia, che con le sue forze speciali partecipa alle operazioni militari col ruolo, di fatto, di “intermediari” fra gli Stati Uniti e la Libia. Se la prospettiva dell’unificazione militare libica – una chimera per tutti questi anni – sembra ora un’eventualità plausibile, anche sul fronte economico gli americani hanno fatto passi avanti. Per la prima volta da oltre dieci anni l’est e l’ovest del paese si sono accordati per un bilancio unificato di circa 30 miliardi di dollari e per versare regolarmente gli introiti del petrolio nelle casse della Banca centrale. L’accordo è ancora fragile e restano diversi punti oscuri – che ne sarà dei russi alleati di Haftar? – ma la strada per dare alla Libia le sembianze di un paese ordinato e razionale – sotto l’impulso americano e italiano – per quanto lunga e tortuosa, sembra intravedersi all’orizzonte.