•
Le piccole vittorie del Partito democratico americano
Dopo il fallimento delle presidenziali, i dem stanno ancora lavorando sul proprio rebranding. Ma intanto i risultati sono evidenti, tra vittorie inaspettate e sconfitte che dovevano essere molto più pesanti
di
10 APR 26

American flags near the Air & Space Museum in Washington, D.C. Original public domain image from Flickr
Tra sette mesi si terranno le elezioni di metà mandato per rinnovare il Congresso statunitense. I democratici stanno ancora lavorando sul proprio rebranding dopo il fallimento delle presidenziali, ma intanto stanno ottenendo diverse vittorie, o mostrando segnali di miglioramento. Alle elezioni speciali di un distretto della Georgia per rimpiazzare la dimissionaria ex Maga Marjorie Taylor Greene ha vinto un repubblicano, ma il candidato democratico ha guadagnato tantissimi punti in una delle zone più conservatrici dello stato. Anche se hanno perso, i democratici festeggiano. In Wisconsin invece è stato eletto nella Corte suprema statale un giudice appoggiato dai democratici. Questi risultati seguono altre piccole vittorie di questo ciclo elettorale, come l’elezione della governatrice Spanberger in Virginia o dei sindaci di Miami, Detroit e San Antonio, dove prima erano al potere politici repubblicani. Tra il centinaio di piccole e piccolissime elezioni speciali o locali di quest’ultimo anno e mezzo il partito di Trump non ha guadagnato nessun seggio, al massimo ha mantenuto posizioni che già aveva. Georgia, Florida e Wisconsin sono stati chiave per capire la direzione del paese. Secondo gli analisti l’aumento del prezzo della benzina e la guerra in medio oriente si iniziano a vedere nelle urne (una media dei sondaggi dice che il 60 per cento del paese è contrario all’attacco in Iran). Uno stratega ex repubblicano ha detto a Politico: “I repubblicani del Wisconsin dovrebbero sedersi e dire: ‘okay, abbiamo appena mandato all’aria un’altra elezione. Cosa faremo a novembre?’”.