Il valore del Somaliland e gli equilibri del Corno d’Africa

Da piccola e ignorata Repubblica a luogo cruciale per Israele e America che si sta trasformando in un nodo militare e geopolitico di primo livello

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8 APR 26
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Foto Lapresse

Il riconoscimento dello stato del Somaliland da parte di Israele, arrivato a fine 2025, ha cambiato gli equilibri del Corno d’Africa. La repubblica autoproclamata dal 1991 è stata relativamente stabile rispetto al caos somalo, e l’azione dello stato ebraico ha rotto un tabù diplomatico facendo entrare ufficialmente il Somaliland in una rete di alleanze strategiche che ha un impatto concreto anche sulla geografia. Ieri un lungo reportage del Monde raccontava Berbera, città portuale già sviluppata dagli Emirati Arabi Uniti, dove è in corso una trasformazione massiccia delle infrastrutture: sono in corso lavori per ampliare l’aeroporto, con scavi e installazioni che, secondo l’analisi delle immagini satellitari, indicano depositi sotterranei di munizioni e carburante, oltre a possibili sistemi di difesa aerea.
Abu Dhabi ha firmato un accordo di difesa con il Somaliland nel 2017, ma già da tempo è in corso “la cooperazione sul campo” tra il paese del Corno d’Africa e Israele, con visite reciproche e missioni. “Inoltre, delegazioni dell’Africom, il Comando Africa degli Stati Uniti, visitano frequentemente la base”, si legge sul Monde. Berbera è una base molto ambita “per la sua posizione strategica all’ingresso meridionale del Mar Rosso, nonché per la sua pista di atterraggio, una delle più lunghe dell’Africa – oltre 4 chilometri – costruita negli anni Settanta dall’Unione sovietica”. Per tutti e tre i paesi il Somaliland rappresenta una perfetta alternativa a Gibuti: si affaccia sul golfo di Aden, cioè sulla porta d’ingresso meridionale del Mar Rosso e del canale di Suez, ma non ha i problemi dell’hub militare affollato dove coesistono americani e cinesi. Washington cerca da tempo più libertà operativa, soprattutto per operazioni legate allo Yemen, che Gibuti tende a limitare. Il Somaliland, in cerca disperata di riconoscimento internazionale, è molto più disposto a negoziare. Il risultato è che quello che sembrava una piccola Repubblica pressoché ignorata dalle grandi potenze si sta trasformando in un nodo militare e geopolitico di primo livello.