Kataib Hezbollah annuncia la liberazione di Shelly Kittleson

Da sette giorni la giornalista era nelle mani della milizia filoiraniana irachena Kataib Hezbollah, che ora le chiede di lasciare l'Iraq. In cambio sono stati rilasciati alcuni miliziani (una nostra fonte dice che sono una ventina) che erano in carcere

7 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:55 PM
Immagine di Kataib Hezbollah annuncia la liberazione di Shelly Kittleson
Shelly Kittleson, giornalista americana che collabora con diverse testate internazionali compreso il Foglio, è stata liberata oggi dopo sette giorni nelle mani della milizia filoiraniana irachena Kataib Hezbollah.
Kittleson era stata rapita il 31 marzo scorso a Baghdad e soltanto nel momento del rilascio la milizia ha riconosciuto la responsabilità del sequestro in un comunicato in cui dice di aver deciso la liberazione “in apprezzamento per le posizioni patriottiche” del premier Mohammed Shia al Sudani. Il negoziato tra Kataib Hezbollah e il governo iracheno andava avanti da giorni – senza dichiarazioni ufficiali e senza fornire prove sullo stato di salute di Kittleson – e si è concluso con lo scambio richiesto: sono stati prima liberati alcuni suoi miliziani (una nostra fonte dice che sono una ventina) che erano in carcere e poi Kataib Hezbollah ha liberato Kittleson, “l’imputata americana”, che deve lasciare immediatamente l’Iraq.
Dopo l’annuncio della liberazione, il canale Telegram di Sabereen – che è legato alle milizie filoiraniane in Iraq, di cui Kataib Hezbollah fa parte: è considerata la più potente, la più crudele e il suo partito politico, Hoquq, ha sei seggi in Parlamento ed è nella coalizione di governo – ha pubblicato un breve video con la “confessione” di Kittleson. La giornalista descrive il proprio lavoro, dice di essere stata addestrata in Siria e in Ucraina, di aver fatto operazioni di spionaggio per conto degli Stati Uniti sulle milizie filoiraniane, denuncia l’Amministrazione Trump e le sue “stupide politiche”, e definisce i suoi rapitori “uomini d’onore” che “rispettano le donne”. Con la liberazione di Kittleson, il governo iracheno potrebbe essersi conquistato un po’ di credito a Washington, e gli serve considerando l’ostilità dell’Amministrazione Trump.