Sette giorni senza Shelly Kittleson

Il silenzio dei rapitori sul destino della freelance americana sequestrata in Iraq, che potrebbe essere ferita e ha gravi allergie. Un appello a non dimenticare chi ha raccontato le guerre degli altri

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7 APR 26
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Shelly Kittleson, freelance americana che collabora con diverse testate internazionali compreso il Foglio, è stata sequestrata a Baghdad il 31 marzo scorso. Sono passati 7 giorni e al momento il gruppo che presumibilmente l’ha rapita – Kataib Hezbollah, una milizia irachena sostenuta dall’Iran nota per la sua violenza – non ha fornito alcuna informazione sulle sue condizioni. Kittleson potrebbe essersi ferita durante il rapimento e Hollie McCay, una giornalista australiana che l’ha conosciuta nel 2021 in Afghanistan, ha ricordato in un articolo su Free Press che Kittleson è gravemente allergica a molti cibi, in particolare alle noci. “Da qualche parte a sud di Baghdad – scrive McCay – Shelly Kittleson aspetta. Ha passato la sua vita adulta a far sì che il mondo non distogliesse gli occhi dalle persone che vivono in condizioni impossibili. Questa responsabilità ora è nostra”.