La notte più lunga del medio oriente

Israele colpisce le ferrovie e i ponti in Iran per tagliare le linee di approvvigionamento del regime mentre anche l'isola di Kharg viene attaccata. L'ultimatum di Trump fra lo Stretto di Hormuz e l'uranio arricchito da Teheran

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7 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:42 PM
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People drive their motorbikes past a billboard that shows a graphic depicting Iran's Supreme Leader Ayatollah Mojtaba Khamenei in downtown Tehran, Iran, Monday, April 6, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi)

L’ultimatum che il presidente americano aveva lanciato alla Repubblica islamica dell’Iran è stato preceduto dalle raccomandazioni in quasi tutti i paesi del medio oriente ai civili a stare in un luogo protetto. Il regime di Teheran aveva chiesto invece alla popolazione di formare catene umane davanti alle strutture energetiche, per evitare la realizzazione della minaccia di Donald Trump, che nel pomeriggio aveva promesso che in una notte sarebbe morta “un’intera civiltà” e nei giorni scorsi aveva minacciato di attaccare le centrali dell’Iran se non fosse stato riaperto lo Stretto di Hormuz. Prima dello scadere dell’ultimatum ci sono stati segnali di avvertimento, come il bombardamento dell’isola di Kharg, vitale per il regime per controllare le rotte del petrolio. Israele aveva avvisato i cittadini iraniani di stare lontani dalle ferrovie. Poco dopo l’avvertimento, l’aeronautica di Tsahal ha iniziato a colpire ponti e snodi ferroviari utilizzati dai Guardiani della rivoluzioni per spostare uomini e armamenti. Alcune zone del paese sono state isolate, anche la ferrovia che collega la provincia di Isfahan è stata colpita. Nei tunnel del complesso di Isfahan è contenuta circa la metà dell’uranio iraniano arricchito al 60 per cento che, secondo informazioni diffuse sulla stampa americana, l’esercito degli Stati Uniti avrebbe pensato di portare via con una complessa operazione di terra.