La scelta di Israele sulla pena di morte è sbagliata. Ma non per questo è uno “stato canaglia”

La norma approvata dalla Knesset è inapplicabile ai terroristi del 7 ottobre, non è retroattiva e colpisce solo i palestinesi. Ma il vero scandalo resta l'Occidente che giustifica chi vuole annientare Israele

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31 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 05:52 PM
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Vista del carcere di Ktzi'ot nel deserto del Negev (Mostafa Alkharouf/Anadolu via Getty Images)

La legge sulla pena di morte applicabile a chi, commettendo omicidi, lo fa allo scopo di negare l’esistenza dello stato di Israele, approvata lunedì dalla Knesset, è sbagliata. Lo è per una questione banale (la pena di morte non è mai la soluzione a un problema) e lo è per una questione sostanziale: sarà applicabile, di fatto, solo ai terroristi palestinesi mentre sono evidentemente risparmiati gli eventuali terroristi ebrei, visto che difficilmente commetterebbero una strage per abbattere lo stato di Israele. Non è neppure “utile” a punire i responsabili del pogrom del 7 ottobre 2023, visto che la legge non è retroattiva. Il governo, e in particolare l’ala ortodossa capitanata dal ministro Itamar Ben-Gvir (che festeggiava con champagne e cappio appuntato alla giacca), sostiene che fungerà da deterrente verso chi d’ora in poi pensasse di accoltellare qualche ebreo per strada.
Considerato che il terrorismo palestinese da sempre ha in sé la cifra portante del martirio, è dubbio che la misura possa essere un deterrente. Legiferare sulla pena di morte nel 2026, allargando il campo della sua applicazione – che sarà per impiccagione, visto che i sindacati dei medici hanno dichiarato che non avrebbero mai partecipato alle esecuzioni con iniezioni letali –, è fuori dal tempo: Israele, in quasi ottant’anni di storia, l’ha applicata solo due volte (l’ultimo è stato Adolf Eichmann, nel 1962) in casi eccezionali.
Detto ciò, è insensato valutare il tasso di “democraticità” di un paese in base all’applicazione della condanna capitale. Senza tirare in ballo gli Stati Uniti (che restano una grande democrazia), si potrebbe fare l’esempio del Giappone, universalmente riconosciuto come esempio di democrazia compiuta e liberale. Che però prevede la pena di morte, con il centinaio circa di condannati in attesa di esecuzione. Ma non per questo Tokyo è ascrivibile alla lista degli stati canaglia dove gli esseri umani vengono appesi alle gru. Bene condannare la legge votata dalla Knesset. Ora serve solo che vengano condannati (e non giustificati con i soliti “se” e “però”) anche i terroristi pronti al sacrificio estremo pur di annientare Israele.