Oggi la Cassazione francese decide sull’estradizione di Pietrostefani & Co

La possibilità che i terroristi tornino in Italia è bassissima. Molto alta la probabilità che si riacutizzino le tensioni tra i due paesi. Fra i salviniani c'è già chi si prepara a inscenare il solito teatrino anti Francia
28 MAR 23
Ultimo aggiornamento: 04:01
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Le probabilità che oggi la Corte di cassazione francese dica “oui” all’estradizione dei dieci ex terroristi di estrema sinistra condannati per reati di sangue in Italia e protetti in Francia dalla cosiddetta “Dottrina Mitterrand”, tra cui l’ex leader di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, sono bassissime. Le probabilità di assistere a un riacutizzarsi delle tensioni tra Roma e Parigi, in seguito a un eventuale rifiuto da parte della giustizia parigina che chiuderebbe definitivamente il fascicolo, sono invece alte.
In un’intervista rilasciata al Corriere, il ministro della Giustizia francese, Éric Dupond-Moretti, ha cercato di anticipare le potenziali polemiche contro l’esecutivo di Parigi per non aver fatto abbastanza. “Intanto io li chiamo terroristi. Assassini. Vorrei ricordare che il signor Cesare Battisti, che è stato sostenuto da una parte dell’intellighenzia francese, appena è arrivato in Italia ha ammesso la sua colpevolezza, dopo avere criticato per anni la giustizia italiana, che è una giustizia indipendente, sovrana e di un grande paese democratico. La seconda cosa da dire è che, da un punto di vista politico, noi abbiamo fatto quel che era necessario perché venissero arrestati”, ha dichiarato Dupond-Moretti, prima di aggiungere: “L’ultima cosa è che la giustizia ovviamente è indipendente e sovrana, in Francia come in Italia. Il Guardasigilli non può intervenire e non ho la sfera di cristallo per dire che cosa succederà martedì. Quale che sarà la decisione, invierò un messaggio agli italiani”.
La speranza è che il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, nell’esprimere una comprensibile delusione, riesca a contenere chi fra le sue truppe e fra i salviniani già si prepara a inscenare il solito, raccapricciante teatrino anti Francia. A maggior ragione in un momento in cui le relazioni bilaterali tra i due paesi, dopo mesi di attriti, possono tornare a funzionare.