Dietro la fake news sul golpe in Cina ci sono i trumpiani (e i loro amici)

Che cosa c'entrano i Falun Gong, l'Epoch Times, Steve Bannon e Donald Trump con una notizia falsa che però continua a circolare
27 SET 22
Ultimo aggiornamento: 04:00
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L’anno scorso Kevin Roose del New York Times ha scritto l’inchiesta definitiva sui Falun e in particolare sul loro giornale, l’Epoch Times, giornale online e di carta diffuso gratuitamente soprattutto in America, che nel 2016, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, è stato rilanciato: oltre a una tradizionale linea anticinese, aveva iniziato a pubblicare articoli apologetici sulle gesta di Trump e a fare una martellante campagna sui social. E sono stati sempre i giornali americani a scoprire che Steve Bannon, l’ideologo di Trump, e il dissidente cinese milionario Guo Wengui, avevano creato una costosissima macchina di propaganda online vicina a idee di estrema destra e a QAnon che sosteneva il rovesciamento della leadership di Pechino sostenendo finanziariamente la disinformazione, cercando appoggi politici oltreoceano e trovando quasi sempre prede facili negli ambienti di destra europei. E’ un sistema che ha più a che fare con le teorie del complotto e QAnon, con la costruzione del Grande Nemico da Sconfiggere che con la politica di contenimento della Cina. Gordon Chang è un commentatore vicino a certe idee di Bannon e Guo Wengui, ed è stato lui, a febbraio di quest’anno, a incontrare la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e a spiegarle la Cina e la causa di Taiwan.