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La Francia pensa a una riapertura lenta e graduale
Il primo dicembre è la data in cui dovrebbe finire il lockdown francese e la prossima settimana Emmanuel Macron annuncerà quali saranno le tappe di questo deconfinamento. L'obiettivo è evitare la sensazione che la pandemia sia "alle spalle"
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18 NOV 20

Un deconfinamento “progressivo”, ma con molta più cautela del primo. Dinanzi al leggero miglioramento dei dati sull’epidemia di coronavirus in Francia, l’esecutivo prepara la strategia per la riapertura in Francia a partire dal 1° dicembre, data in cui scadrà il secondo lockdown instaurato in tutto il paese da quando è scoppiata la crisi sanitaria. Il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, e il primo ministro, Jean Castex, vorrebbero anche che fosse l’ultimo. “In primavera abbiamo aperto un po’ troppo rapidamente e il popolo francese ha creduto che l’epidemia fosse alle spalle”, ha dichiarato il premier martedì dinanzi ai deputati dell’Assemblea nazionale. Non sarà, insomma, un ritorno netto e immediato alla vita pre confinamento, “ci saranno dei dispositivi di frenata che perdureranno”, ha precisato Castex, si lavora sul tempo lungo, con l’obiettivo di “evitare ‘lo stop and go’”, ossia l’alternanza di periodi di confinamento e deconfinamento che sarebbero nefasti per l’economia del paese. Oggi pomeriggio, al termine del consiglio dei ministri, il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha preferito parlare di “adattamento del confinamento se la situazione sanitaria lo permetterà”, forse per contenere le reazioni eccessive di chi pensa che dal 1° dicembre si tornerà improvvisamente alla normalità. “Non dobbiamo dare l’impressione che la crisi sia dietro di noi”, ha detto Attal ai giornalisti, perché “siamo ben lungi dall’aver vinto la guerra contro il virus”. “Il presidente lo ha ricordato: allentare ora i nostri sforzi, significherebbe rischiare di renderli vani”, ha aggiunto il portavoce dell’esecutivo, visto che “i primi risultati e le prime luci di speranza sono visibili”.
Macron, secondo quanto annunciato ieri dal Figaro e confermato oggi da Attal, dettaglierà le condizioni del deconfinamento progressivo la prossima settimana, quasi sicuramente attraverso l’abituale discorso televisivo alla nazione. Secondo le informazioni di France Info, l’inquilino dell’Eliseo darà anche una visione di ampio respiro, delineando prospettive e strategie a lungo termine. Ma quali sono le piste privilegiate dal governo per il deconfinamento? L’unica certezza, per ora, è che l’autocertificazione sarà obbligatoria anche dopo il 1° dicembre per giustificare gli spostamenti. L’instaurazione di un coprifuoco nelle grandi città, stando alle prime indiscrezioni, è più che un’ipotesi, così come lo è l’introduzione di una serie di deroghe sugli spostamenti durante le vacanze natalizie, per consentire ai francesi di passare il Natale in famiglia. I negozi, per volontà del ministro dell’Economia Bruno Le Maire, potrebbero riaprire anche prima della fine del lockdown, il 27 novembre, ossia il giorno del “Black Friday”, per evitare che i francesi si riversino nelle piattaforme di e-commerce come Amazon in assenza di alternative (oggi Libération ha dedicato la sua prima pagina alla “battaglia del Black Friday”).
Ristoranti, bar e palestre, invece, dovranno aspettare ancora un bel po’. Secondo fonti del governo sentite dal Point, non alzeranno la saracinesca prima del 15 gennaio. Per quanto riguarda le cerimonie religiose, i cattolici si augurano che il protocollo sanitario rafforzato presentato al governo dalla Conferenza episcopale francese possa permettere una riapertura delle chiese il 1° dicembre: la decisione definitiva verrà presa soltanto la prossima settimana. L’esecutivo, nel frattempo, si sta preparando alla campagna di vaccinazione “per essere pronti quando un vaccino sarà certificato dalle autorità sanitarie europee e nazionale”, ha spiegato Attal, prima di aggiungere: “Il governo è ai blocchi di partenza”. La Francia ha sbloccato 1,5 miliardi di euro per garantirsi una prima serie di vaccini, e la speranza è quella di iniziare la distribuzione a gennaio 2021 per accelerare l’uscita dalla crisi sanitaria. Per ora, tuttavia, la linea guida è una sola: deconfinamento, con juicio.