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Le regole di convivenza secondo Biden
Joe Biden ha deciso di muoversi in fretta, lui che è sempre stato accusato di essere lento ed eccessivamente metodico. Mentre corre verso la riunificazione e cerca competenze trasversali per abbracciare quella parte di America che non lo ha votato, deve stare attento a non spezzare la sua famiglia politica: il Partito democratico
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10 NOV 20

Joe Biden ha deciso di muoversi in fretta, lui che è sempre stato accusato di essere lento ed eccessivamente metodico: mentre Donald Trump implode nel suo negazionismo, il presidente eletto lavora alla transizione in modo rapido e deciso. Ha iniziato dalla pandemia, come aveva annunciato: la task force di contenimento del coronavirus sarà guidata da Vivek Murthy, che era stato amministratore della Salute pubblica con Barack Obama e da tempo è consigliere di Biden (ha anche scritto un libro dal titolo perfettamente bideniano: “Insieme: il potere curativo dei legami in un mondo di solitudine”). Gli altri membri della task force sono persone che mettono insieme due caratteristiche su cui Biden vuole puntare: competenza e trasversalità politica. Il processo di riunificazione per il presidente eletto comincia subito, anche se non ha ricevuto – come potrebbe? – l’invito alla Casa Bianca che dà il via al passaggio di consegne. I nomi dei ministri ancora non sono stati definiti, ma il capo di gabinetto potrebbe essere Ron Klain, che faceva lo stesso mestiere quando Biden era vicepresidente, e ieri si è parlato molto del coinvolgimento dello storico e giornalista Jon Meacham nella costruzione dei discorsi e della retorica di Biden. Meacham ha scritto un libro nel 2018 che si intitola “The Soul of America: The Battle for Our Better Angels”, ed è proprio quest’anima dell’America, la sua ricerca, la sua bellezza, che fa da ritornello nei discorsi del presidente eletto.
Su quest’anima americana Biden avrà molto da lavorare. Perché mentre corre verso la riunificazione e cerca competenze trasversali per abbracciare quella parte di America che non lo ha votato, deve stare attento a non spezzare la sua famiglia politica: il Partito democratico. C’è chi dice – il Wall Street Journal ha scritto un editoriale in proposito: si sa che è un quotidiano che tifa contro, ma coglie il punto – che la convivenza non sia possibile: o la trasversalità o l’ala più radicale dei democratici, tutti insieme è impossibile. Biden ci vuole provare, lui che delle famiglie ingombranti che non ci stanno sul palco è il patriarca, e quegli abbracci diventano il simbolo dell’America che cambia. Ma la famiglia democratica è tutta un’altra faccenda: vive da molto tempo sul ciglio di un precipizio ideologico.
Ezra Levin, attivista dell’ala più radicale, ha detto all’Nbc: “Non ci sarà una luna di miele perché non c’è stato alcun matrimonio. Abbiamo fatto una partnership per salvare la democrazia”, ma ora si deve governare più a sinistra. Waleed Shahid, cofondatore dei Justice Democrats, il gruppo che ha portato al Congresso la Ocasio-Cortez nel 2018, dice: “So che Joe Biden ama considerarsi uno bravissimo a fare accordi. Ma non siamo più negli anni Settanta. Ogni tipo di accordo nocivo con Mitch McConnell deprimerà l’elettorato democratico”. McConnell è il leader dei repubblicani al Senato e il messaggio è chiaro: se volete mobilitazione e cuore, visto che in Georgia si giocherà il futuro equilibrio del Senato (la riconquista dei democratici non c’è stata) non potete fare patti con i conservatori. La trasversalità è vista come un tradimento. Bernie Sanders, che è stato il primo a siglare la tregua, ha detto che il “Medicare for all” si farà e così anche il Green New Deal: il primo passo era sconfiggere Trump, ma il secondo è quello di spingere Biden a essere “il presidente più radicale dai tempi di Roosevelt”.
Poi ci sarà anche la questione Obama da risolvere. Charles Blow ha scritto sul New York Times che con Biden inizia “la terza presidenza Obama”: finora Biden ha giocato la carta della nostalgia e il primo progetto che ha lanciato – Build Back Better – è ancora molto concentrato sulla restaurazione di un’epoca felice pre trumpiana più che sul futuro. Ma, come dice Biden, questo serve per “abbassare la temperatura” di un paese in ebollizione: non è ancora la dottrina del presidente Biden.
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Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi