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I fatti “con eleganza” e gli “stilisti dell’informazione”. Il metodo di Jean Daniel

È morto ieri il fondatore del Nouvel Observateur

21 Febbraio 2020 alle 11:50

I fatti “con eleganza” e gli “stilisti dell’informazione”. Il metodo di Jean Daniel

Un'immagine di Jean Daniel in un video del Nouvel Observateur del 2012

Parigi. Jean Daniel è stato “un monumento del giornalismo, una guida della gauche”, ha scritto ieri il presidente francese Emmanuel Macron per commemorare il fondatore del Nouvel Observateur, morto all’età di 99 anni nel suo appartamento parigino, dopo una vita attraversata tutta d’un fiato accanto i grandi del Novecento, Kennedy, Fidel Castro, Ben Bella, De Gaulle, Mendès France, Mitterrand, una vita consacrata alla scrittura, all’engagement, alla sinistra, che non ha mai abbandonato. “Malgré elle et malgré moi”, disse al Monde...

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Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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