Israele in stallo dopo le elezioni. Netanyahu si gioca tutto

Dalle elezioni nello stato ebraico non esce un vincitore: il Likud del premier è tallonato dalla coalizione centrista dell’ex generale Benny Gantz. I voti di Lieberman saranno decisivi. Scenari
18 SET 19
Ultimo aggiornamento: 09:00
Immagine di Israele in stallo dopo le elezioni. Netanyahu si gioca tutto

Un sostenitore del Likud di Netanyahu a Gerusalemme (foto LaPresse)

Israele sembra essere uscito dalle urne con uno stallo perfetto, sei mesi dopo il fallimento politico seguito dalla prima tornata elettorale. Il Likud del premier Benjamin Netanyahu è tallonato dalla coalizione centrista “Blu-Bianco” dell’ex generale Benny Gantz e di Yair Lapid. La destra, allargata ai partiti religiosi, è avanti di un punto rispetto al centrosinistra, ma non ha i numeri per i 61 seggi parlamentari necessari per formare una coalizione di governo.
Decisivo il bottino dell’ex ministro degli Esteri e della Difesa Avigdor Lieberman, vero kingmaker di queste elezioni. “Bibi” non è riuscito a sigillare attorno a sé un numero di voti sufficienti per proseguire la più lunga leadership politica nella storia israeliana e scongiurare con l’immunità un processo per corruzione e abuso d’ufficio. Bene il partito degli arabi uniti, malissimo la sinistra laburista, mentre non entra alla Knesset la destra estremista dei discepoli di Meir Kahane.
E ora che succede? Molti gli scenari che si configurano in queste ore e su cui avrà un peso importante il presidente Ruby Rivlin: Lieberman che torna con Netanyahu, con cui aveva rotto sei mesi fa, e con gli ultra ortodossi che si piegano alle richieste del falco russo e laico; il Likud che disarciona Netanyahu e che accetta di entrare in una grande coalizione con Gantz e Lieberman; una coalizione di centro sinistra con gli arabi o terze elezioni. Di stallo in stallo. Le grandi coalizioni, a oggi l’opzione più probabile, in Israele hanno sempre significato questo. Paralisi politica. Le prossime ore saranno decisive per capire chi guiderà lo stato ebraico dopo il decennio incontrastato di Bibi.