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Tenere fuori i sovranisti

L’AfD va bene nell’est Germania ma l’unità nazionale resta più forte

2 Settembre 2019 alle 20:41

Tenere fuori i sovranisti

foto LaPresse

Lo scossone dell’Alternative für Deutschland (AfD) nell’est della Germania è arrivato, come previsto, ma non è riuscito a scardinare il sistema che governa il paese da decenni, guidato dalla destra e dalla sinistra, con l’aggiunta inevitabile di una nuova stampella, perché si sa che i partiti tradizionali hanno preso a zoppicare sempre più. In Sassonia e Brandeburgo, dove si è votato domenica, l’AfD non è riuscita a diventare il primo partito, ma ha ottenuto risultati importanti, la progressione della sua crescita è enorme e alcuni dati sui flussi elettorali ribadiscono fenomeni che non si possono ignorare: in Brandeburgo, per esempio, il 22 per cento dei giovani ha votato l’AfD, soltanto i Verdi sono riusciti a fare meglio ma di pochissimo (23 per cento), mentre in Sassonia c’è stato il sorpasso del partito xenofobo sui Verdi. Anche l’affluenza, in grande crescita, ha premiato soprattutto l’AfD, che ha strutturato la sua campagna elettorale non soltanto sulle paure ma anche su un risentimento che in Europa è sempre più presente: noi dell’est Germania siamo considerati cittadini di serie B, sintesi del cosiddetto “tradimento” del sistema.

 

Il riscatto e la rivalsa sono ora il leitmotiv dei partiti cosiddetti populisti di destra che spiazzano il populismo di sinistra, come dimostra il collasso della Linke, la sinistra radicale. Ma i prossimi governi in queste due regioni tedesche saranno gestiti dai partiti che si sono piazzati primi, la Cdu in Sassonia e l’Spd in Brandeburgo, con grandi coalizioni che hanno bisogno di un aiuto, che con tutta probabilità arriverà dai Verdi, e che assomigliano a quell’unità nazionale che è il modello politico che in alcuni paesi europei – come l’Italia – si sta cercando di mettere in piedi per isolare nazionalismo, sovranismo e xenofobia. A Berlino si è tirato un sospiro di sollievo, ma il matrimonio Cdu-Spd continua a essere infelice – e forse a questa infelicità dovremo un po’ tutti farci l’abitudine. Ci saranno però in Germania due occasioni per provare a dare una nuova chance all’unità nazionale: le celebrazioni per la caduta del Muro di Berlino a novembre e il nuovo leader dell’Spd che sarà scelto a dicembre – è necessario prepararsi bene.

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