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L’antisemitismo riapre la spaccatura nel Labour

Corbyn & Co. intimidiscono i testimoni di un'inchiesta della Bbc con la solita retorica: “Complotto”. I vertici del partito isolano il dissidente Watson

13 Luglio 2019 alle 06:00

L’antisemitismo riapre la spaccatura nel Labour inglese

Jeremy Corbyn accanto a Tom Watson nella conferenza annuale del partito (Foto LaPresse)

Il documentario trasmesso mercoledì sera da Bbc Panorama sull’antisemitismo nel Labour inglese ha riaperto la faida tra Corbyn e i suoi critici interni. I giornalisti della trasmissione hanno parlato con oltre trenta fonti anonime del partito, che accusano alcuni dirigenti di avere insabbiato le prove. Il Labour in una nota ha negato le accuse senza mai  entrare nel merito. Corbyn ancora una volta ha gridato al complotto sostenendo che quest’inchiesta è l’ennesimo attacco alla sua leadership. Il documentario “malizioso della Bbc è un tentativo deliberato di fuorviare i cittadini”, hanno scritto i laburisti che però non ha spiegato cosa non torna nel racconto dei giornalisti. La reazione rivela un clima intimidatorio in cui chiunque dissente dalla linea del capo viene considerato un nemico.

 

Anziché proteggere i testimoni anonimi, il partito li ha messi alla gogna. “Le gole profonde sono degli ex dirigenti che hanno sempre contestato la leadership di Jeremy Corbyn”, ha scritto il Labour nel tentativo di scoraggiare altre testimonianze. Tom Watson, vicesegretario laburista e grande critico di Corbyn, ha denunciato i vertici del partito per la gestione del caso. Watson ha scritto una lettera di protesta contro Jennie Formby, il segretario generale del Labour di tendenza corbyniana, che nel documentario è stata accusata di avere cancellato alcune mail sensibili. Watson  dice di essere “preoccupato perché il  partito non ha fatto il possibile per proteggere i nostri ex dirigenti (quelli che hanno parlato con la Bbc, ndr)”. Il vicesegretario chiede a Formby di fare chiarezza rispetto alle pesanti accuse che le sono state rivolte. Due proposte di buon senso, che dovrebbero unire tutto il partito. Non per i vertici del Labour, che hanno difeso Formby e hanno accusato Watson di alto tradimento. John McDonnell, il ministro ombra dell’Economia  e braccio destro di Corbyn, ha scritto: “Non capisco perché il vicesegretario del Partito laburista usi i media per chiedere informazioni che  gli sono già state fornite da Jennie Formby”. La lettera di Watson è diventata il fatto del giorno, e nel Labour non si parla d’altro. Le accuse di antisemitismo sono diventate un trascurabile dettaglio. 

Gregorio Sorgi

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