Perché buona parte dell'esercito del Venezuela continua a sostenere Maduro
Chi sono i generali che tengono ancora in vita il regime e quali interessi hanno nel reprimere la rivolta di Guaidó
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6 MAY 19

“El entramado de empresas, fundaciones y órganos militares en Venezuela” è il titolo di un rapporto che è uscito il 22 luglio 2018, a cura della ong Control Ciudadano. È un documento che può essere utile rileggere, per spiegare perché gli alti gradi delle Forze Armate restano fedeli a Maduro, malgrado un malcontento degli ufficiali inferiori che si evidenzia nelle frequenti diserzioni e ammutinamenti. L'ultimo è stato quello dei “Fazzoletti Azzurri” che hanno spinto Guaidó a tentare la spallata del 30 aprile.
I numeri. Secondo il ministero della Difesa di Caracas, in Venezuela ci sarebbero tra i 95.000 e 150.000 militari effettivi, che con i richiamabili arriverebbero a 235.000. Il sito specializzato Global Fire Power ne conta invece 123.000: 115.000 effettivi e 8.000 della riserva.
I generali sono 2.000, con relativi privilegi. Cioè, secondo la stima minima, sarebbero 1 ogni 47 uomini mentre, secondo quella massima, sarebbero 1 ogni 118. Nel primo caso, vorrebbe dire che nell'esercito venezuelano ci sono tanti generali quanti sono i tenenti in un esercito normale. Nel secondo caso, sono tanti quanti sono i capitani (più del doppio degli Stati Uniti, che per 1.305.200 uomini attivi e 811.000 riservisti contati nel 2016 hanno 900 generali). Insomma, i gradi più elevati nell'esercito venezuelano sono svalutati quasi quanto la moneta del paese. Però, se i cittadini delle banconote svalutate non sanno che farsene, agli uomini in divisa il rango non dispiace affatto. Ai 2.000 generali bisogna inoltre aggiungere i circa 1.000 militari in servizio o in pensione cui sono stati affidati incarichi.
Manuel Quevedo, maggior generale della Guardia Nacional Bolivariana, è da un anno e mezzo direttore della società petrolifera di stato Pdvsa. Si tratta di un incarico prestigioso, dal momento che dalla Pdvsa dipendono il 96 per cento delle entrate pubbliche e le maggiori riserve petrolifere del mondo. Doveva porre rimedio al disastro che ha fatto precipitare la produzione dai 3.239.000 barili al giorno del 1990 a quota 1,19 nel 2017. In molti lo accusano però di non avere la benché minima competenza del settore che sta gestendo. Il fatto è che la produzione continua a precipitare, e già si prevede che a fine 2019 sarà calata a mezzo milione.
Cavim è la Compañía Anónima Venezolana de Industrias Militares, fondata nel 1975 per fornire i militari di munizioni e materiale militare. Nell'epoca pre-chavista era l'unica società gestita da militari. Adesso controllano oltre 20 società, la cui competenza va dalla semina e raccolta di cereali alla fabbricazione di prodotti per la pulizia, di libri di scuola e di giocattoli. Insomma, il business in divisa in Venezuela è ormai altrettanto invadente quanto lo è a Cuba o in Egitto.