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Il vertice della debolezza

Kim e Putin si incontrano a Vladivostok per farsi promesse che non manterranno

25 Aprile 2019 alle 06:00

Il vertice della debolezza

(Foto LaPresse)

Partito in treno blindato dalla Corea del nord, Kim Jong Un è arrivato ieri in Russia per la sua prima visita nel paese da quando ha preso il potere nel 2011. Alla fermata di Khasan, non lontano dal confine con la Corea del nord, lo attendevano alcuni funzionari russi con fiori e omaggi, poi Kim ha stretto qualche mano, anche quella del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Nel pomeriggio ha proseguito verso Vladivostok dove oggi incontrerà Vladimir Putin, ed è la prima volta che i due siederanno l’uno vicino all’altro, due mesi dopo il vertice di Hanoi tra Kim e Donald Trump, terminato senza accordi e uno stallo sui negoziati per la denuclearizzazione.

 

Dall’incontro in Russia il capo del Cremlino e il leader della Corea del nord cercano appoggi e rassicurazioni l’uno dall’altro: il primo cerca di affermarsi come attore importante nei negoziati internazionali con Pyongyang e il secondo cerca il sostegno di Putin per la strategia di alleggerimento delle sanzioni economiche. Kim vuole dimostrare di essere un uomo di stato, e Putin cerca, ormai in modo forsennato, di essere rilevante e poter dire la sua sul dossier nordcoreano, un’opzione da usare come merce di scambio in una eventuale trattativa con l’America, come ha già fatto la Cina. La Russia è un simbolo importante per il leader nordcoreano perché qui è nato Kim Jong Il, il padre dell’attuale leader, e tradizionalmente i due paesi sono molto vicini. Ma al di là della propaganda e del volersi intrufolare di nuovo nel gioco diplomatico incentrato sulla politica nordcoreana, Mosca non è influente come Pechino nel sostegno all’economica nordcoreana, e non può più fare molto. I colloqui a sei di cui la Russia faceva parte sono falliti, e si è tornati a trattare con Pyongyang a livello bilaterale. Le possibilità di Putin in questa partita sono limitate.

 

Dopo l’incontro con Kim, il presidente russo partirà per la Cina, e forse più che al vertice di Vladivostok è al viaggio a Pechino che dovremmo guardare. Il Cremlino è sempre più ricettivo nei confronti dell’agenda di Xi Jinping, ma l’asimmetria dei rapporti sino-russi inizia a pendere dalla parte della Cina.

Redazione

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