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L'Università di Soros dovrà lasciare l'Ungheria

La Central European University “è stata espulsa da Budapest”. Si trasferirà a Vienna dal primo gennaio

3 Dicembre 2018 alle 13:51

L'Università di Soros dovrà lasciare l'Ungheria

Proteste a Budapest contro chiusura dell'Università fondata da George Soros

La Ceu, la Central European University fondata e finanziata dal miliardario americano di origini ungheresi George Soros, se ne va da Budapest e dal primo gennaio del 2019 si trasferirà a Vienna. Lascia la città, anzi, come ha detto il rettore Michael Ignatieff, “la Ceu è stata espulsa” dall’Ungheria. “Un'istituzione americana è stata cacciata da un paese che è un alleato della Nato. Un’istituzione europea è stata estromessa da uno stato membro dell’Unione europea”.

  

 
“Il governo non ha mai fatto finta che ci fossero dei motivi accademici”, si legge nel comunicato stampa rilasciato oggi dopo la decisione definitiva di Budapest di cacciare l'Università, che arriva al culmine di una campagna per colpire Soros, il filantropo di ottantotto anni che è il target privilegiato delle teorie del complotto più care alla destra estrema e al primo ministro ungherese Viktor Orbán. “Lo sfratto arbitrario della Ceu è una flagrante violazione della libertà accademica. E’ un giorno buio per l’Ungheria”. "Il governo ha commesso un'ingiustizia nei confronti dei propri cittadini – ha detto Michael Ignatieff – verso le centinaia di ungheresi che lavorano e studiano presso la Ceu e migliaia di alunni ungheresi e le loro famiglie".

 

Al Foglio avevamo intervistato Eva Fodor, prorettore dell’Università, che ci spiegava la storia di questo scandalo tutto europeo. 

 

Lo scandalo tutto europeo della chiusura dell’Università di Soros

Unione europea e Stati Uniti lasciano che accada, dice Eva Fodor. Parla la prorettrice della Central european university

Micol Flammini

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  • Giulib

    03 Dicembre 2018 - 15:03

    Gli eterni antisemiti ungheresi. E non solo ungheresi...

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    • Carlo A. Rossi

      03 Dicembre 2018 - 17:05

      Con rispetto, ma quand'è che il Foglio la smetterà di bollare come antisemita chiunque non apprezzi Soros? Possibile che il Foglio, un giornale che per anni ha combattuto la buona battaglia contro l'islamofobia o altre assurdità politicamente corrette, fatte per mettere i critici di un determinato modo di pensare alle strette senza opporre ragionamenti sensati, insista nel tacciare chi critica un farabutto (perché questo è Soros, che, se non ricordo male, per poco mandò l'Italia in bancarotta per una sua speculazione sui tassi di cambio nel 1992) come Soros di essere antisemita? Non è deontologicamente corretto da parte di un giornale serio come questo. Che poi ci siano moltissimi antisemiti che colgono la palla al balzo, è vero: ma questo non esime dal poter criticare Soros.

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