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Il grande tabù

In esclusiva il nuovo libro sulla “Francia proibita” di Laurent Obertone. L’immigrazione è il punto cieco dell’occidente

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

7 Ottobre 2018 alle 06:00

Il grande tabù

Un negozio di pasticceria orientale a Le Havre, nel nord-ovest della Francia, il 18 maggio 2018 (foto LaPresse)

Per un abitante di Seine-Saint-Denis, il dipartimento francese dove vivono un milione e mezzo di persone, la scelta del nome per un nuovo nato maschio oggi è abbastanza semplice. I dati ufficiali appena diffusi dall’Istituto nazionale di statistica registrano i primi dieci nomi più diffusi fra i nuovi nati: Mohamed, Adam, Ibrahim, Rayan, Ismael, Noah, Amir, Imran, Ali e Liam. È la “Francia proibita”, su cui adesso mette gli occhi addosso uno dei più originali giornalisti investigativi, Laurent Obertone. “O...

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  • carlo.trinchi

    08 Ottobre 2018 - 10:10

    Tutti hanno sottovalutato le immigrazioni dal sud del mondo. L’Europa se non prova a trovare una soluzione che la porti ad un federalismo possibile piomberà in dittature locali che non porteranno a nulla di costruttivo ma anticiperanno il suo disastro. Oggi esistono tre imperi consolidati e destinati a crescere. USA, Cina e India. La Russia arranca e l’Europa si suicida. Macron dovrebbe puntare all’Europa e non impantanarsi e perire in sterili programmi di politica interna francese. Lo stesso vale per la Germania che, rimanendo prigioniera di un passato frustrato da guerre perse per una grande Germania, sta perdendo l’occasione di essere protagonista di una Europa federata in cui dare il suo contributo fondamentale per uno schema più grande. Il punto non è essere invasi o meno. Il punto non è subire gli eventi. Il punto è esserci nei momenti di grandi ed irreversibili cambiamenti epocali.

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  • fiorevalter

    07 Ottobre 2018 - 22:10

    "la popolazione europea, Russia compresa, nel 2100 vedrà 170 milioni di individui" ...e quella africa arriverà a non so quanti miliardi. Piaccia o meno è del tutto illusorio che un continente con condizioni ambientali favorevoli come è l'europa possa restare sostanzialmente disabitato a fronte di un altro continente sovrappopolato e più a rischio per i cambiamenti climatici; come è altrettanto illusorio pensare che i ricchi europei si mettano a fare figli come conigli. L'immigrazione è un fenomeno naturale: se siamo intelligenti cerchiamo di gestirlo al meglio, se siamo dei salvini cerchiamo di tirare su dei muri che mai potranno reggere l'urto

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  • joepelikan

    07 Ottobre 2018 - 20:08

    Salvini è brutto, sporco e cattivo. Urta l'intellettualità degli sterili e dei suicidi collettivi. Ma è l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto. Per certi versi, urta anche me. Ma non sono così stolto dal farmi sopraffare dalle simpatie o antipatie personali. Ho dei figli, e l'Europa islamizzata mi ripugna.

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    • fiorevalter

      08 Ottobre 2018 - 11:11

      Un'europa islamizzata non piace nemmeno a me e credo piaccia davvero a pochi, ma pensa che si possa affrontare il problema con i muri? Si può davvero, seriamente pensare che un continente possa reggere un calo di 2/3 della sua popolazione nell'arco di 80 anni? Non penso affatto che bisogna "rassegnarsi" ma che bisogna governare il fenomeno per quello che è sgombrando il camo dalle facili e infantili semplificazioni che piacciono tanto alle folle ma che non possono funzionare

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  • stearm

    07 Ottobre 2018 - 19:07

    Io non minaccio, non mi agito, non accuso nessuno. La vogliamo chiamare invasione, chiamiamola invasione. Trovo puerile però negare la sua inevitabilità. Ci saranno solo 170 milioni di 'europei-europei'. Amen. Siamo sicuri che sia questo grande dramma? I popoli 'puri' non esistono, la storia dell'umanità è la storia del sincretismo. Ci si mischia e si crea qualcosa di nuovo. E' sempre stato così. Tra l'altro mai come questa volta si tratta di una migrazione pacifica, non mi sembra che alle frontiere dell'Europa ci siano degli eserciti. Ci sono esseri umani che cercano di costruirsi un futuro. E il fatto che vengano da noi vuol dire che anelano a quello che la nostra società offre. In grandissima maggioranza non contestano l'ordine sociale, ma cercano appunto di trovare un compromesso tra il mondo da cui vengono e il mondo in cui arrivano. Basta guardare agli Stati Uniti d'America. Non vedo l'alternativa. L'apartheid? A che pro? O vogliamo preservare un continente VUOTO? Horror vacui?

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