C'è un altro guaio con un collaboratore di Macron

Mauro Zanon

Parigi. Una serie di documenti rivelati lunedì sera dal sito di inchieste francese Mediapart mettono nuovamente nei guai Alexis Kohler, l’influente segretario generale dell’Eliseo e braccio destro di Emmanuel Macron, già sotto inchiesta per corruzione passiva. Secondo le carte, tra il 2010 e il 2011, l’uomo ombra del presidente francese avrebbe dato il suo benestare ad alcuni contratti tra il porto di Havre (Gphm, Grand port maritime du Havre), di cui era membro del consiglio di Sorveglianza, e l’armatore italo-svizzero Msc, fondato dai cugini di sua madre, la famiglia Aponte. “I processi verbali del consiglio di Gpmh non lasciano alcun dubbio: Alexis Kohler non si è mai tirato indietro quando Msc era coinvolto. Ha partecipato a tutte le delibere, comprese quelle che implicavano l’armatore italo-svizzero. Almeno una volta ha votato una disposizione, in cui c’erano in gioco soldi pubblici, favorevole a Msc”, ha scritto Mediapart.

 

Kohler, tra il 2010 e il 2012, aveva uno scranno nel consiglio di Sorveglianza del porto di Le Havre, nel nord della Francia, come rappresentante dell’Agenzia delle partecipazioni dello stato (Ape), e all’epoca, sindaco della città era Edouard Philippe, attuale primo ministro. Nel corso di due riunioni svoltesi tra settembre 2010 e il 2011, il numero due dell’Eliseo, secondo Mediapart, avrebbe preso la parola e votato a favore di una serie di contratti a venire tra Gpmh e Terminal Normandie Msc (Tnmsc), filiale francese dell’armatore di Gabriele Aponte, nonché attore principale nell’estensione, allora in corso, dello scalo portuale normanno. A questo si aggiunge il fatto che alcuni ex membri del consiglio di Sorveglianza di Gpmh hanno dichiarato a Mediapart che “non sapevano nulla della situazione famigliare di Alexis Kohler e sono caduti dalle nuvole quando hanno scoperto, poco tempo fa, i suoi legami con Msc”, azienda leader a livello mondiale nei trasporti marittimi containerizzati.

 

Il giornale, lunedì sera, ha annunciato di essersi rivolto alla Commissione di accesso ai documenti amministrativi (Cada) al fine di ottenere la dichiarazione d’intenti di Alexis Kohler al momento della nomina al porto di Havre. “Nessun commento”, ha risposto l’Eliseo all’Afp. La giustizia farà il suo corso, ma il dossier scotta molto e il momento non è dei migliori visto che l’affaire Benalla è ancora lì che punge ed è tutt’altro che concluso. L’aspetto più grave è che le nuove rivelazioni giungono a soli tre mesi dalle accuse di “menzogna di stato” formulate dallo stesso Mediapart nei confronti di Kohler. Quest’ultimo, sedeva infatti anche nel consiglio di amministrazione di Stx France (i cantieri navali di Saint-Nazaire appena passati sotto il controllo di Fincantieri), di cui Msc era il principale cliente. E in più, nel 2016, dopo un passaggio nel gabinetto di Macron al ministero dell’Economia, è stato nominato direttore finanziario dell’armatore italo-svizzero (la stampa parigina, per questo, dice che Kohler è un campione di “pantouflage”, la pratica molto diffusa, e molto criticata, di passare da pubblico a privato con molti rischi, appunto, di conflitto d’interessi). “Il signor Kohler non si è mai trovato in un ruolo in cui aveva potere decisionale né in una situazione in cui far valere un’opinione personale nei lavori interni e nelle deliberazioni riguardanti Msc”, aveva risposto a fine maggio l’Eliseo, incalzato da Mediapart. Tuttavia, quelle rivelazioni avevano spinto la procura nazionale finanziaria ad aprire un’inchiesta per “corruzione passiva””. Ora ne giungono di nuove e per la macronia non è certo una buona notizia.

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