Nota ai No Tav: i francesi lanciano il Tgv del futuro, moderno e green

Mauro Zanon

Parigi. In Francia l’hanno già ribattezzato il “Concorde delle rotaie”, ma il suo nome è “Avelia Horizon”, il treno ad alta velocità di ultima generazione che dal 2023 viaggerà sui binari francesi. Giovedì, la Sncf, la società delle ferrovie di stato francesi, ha approvato l’ordine di cento “Tgv del futuro”, secondo le parole dell’amministratore delegato Guillaume Pepy, che andranno a sostituire gli attuali convogli, vecchi e inadatti a garantire un servizio che vuole definirsi moderno e green. La nuova flotta di “Avelia Horizon” sarà fabbricata da Alstom, il gioiello dell’industria francese al centro di molte turbolenze negli ultimi anni dopo la cessione della divisione energia agli americani di General Electric e i mugugni dei dipendenti per la fusione con la tedesca Siemens.

 

“E’ una decisione storica. E’ il più grande ordine di Tgv della storia di Francia”, commenta entusiasta Pepy al termine della delibera del consiglio d’amministrazione di Sncf Mobilités. Il costo della maxi-commessa è di tre miliardi di euro. “Questa commessa è il risultato di un’eccellente collaborazione tra la Sncf e Alstom che risponde alle sfide tecnologiche, economiche e di competitività della Sncf”, ha affermato il pdg di Alstom, Henri Poupart-Lafarge. Pepy, secondo quanto riportato dalla stampa parigina, ha negoziato a lungo con il costruttore per ridurre il conto finale: dai 30 milioni di euro a convoglio previsti inizialmente è riuscito a scendere a 25 milioni. Oltre a soddisfare gli obiettivi di competitività del settore ferroviario, i nuovi Tgv Avelia Horizon sono una manna dal cielo anche in termini di redditività: il loro acquisto costa infatti il 20 per cento in meno rispetto alla generazione di treni precedente, le spese di manutenzione saranno inferiori di oltre il 30 per cento rispetto a quelle sostenute attualmente dalla Sncf e per la gioia del ministro dell’Ambiente Nicolas Hulot garantiranno un risparmio di energia del 20 per cento.

 

Ma che aspetto avranno i nuovi treni con cui la Francia vuole rilanciare il mito del Tgv? Avelia Horizon, va detto, assomiglia molto all’ultimo modello di Italo, “Evo”, il treno più moderno d’Europa, che infatti è stato costruito proprio da Alstom. Ha lo stesso “naso aerodinamico”, come sottolinea Libération, molto simile a quello di un delfino, assicurerà il massimo del confort sonoro e luminoso e sarà dotato di un sistema wi-fi, grande assente nella maggior parte degli attuali Tgv. A differenza del treno italiano, il Tgv del futuro avrà tuttavia delle carrozze a due piani e potrà ospitare 740 passeggeri grazie a un aumento del 20 per cento dello spazio a loro riservato. “Il cliente è stato posto al centro della fase di progettazione”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Sncf.

 

Avelia Horizon, anche definito il “Tgv di quinta generazione”, è stato concepito al dodicesimo piano di una torre che sovrasta la Gare Montparnasse da un gruppo di ingegneri, designer e specialisti di marketing sostenuti dai tecnici di Alstom e Sncf. Durante i lavori di progettazione, durati diciotto mesi, si sono ribattezzati #Team66 con l’idea fissa che da quelle stanze dovesse uscire il treno ad alta velocità del Ventunesimo secolo, “una fierezza francese invidiata all’estero”, secondo le loro parole. Si vedrà nel 2023, anno in cui il primo Avelia Horizon correrà sui binari transalpini, se sarà in grado di affermarsi come un modello da seguire. Per ora si può dire che la promessa fatta a marzo dal ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, è stata mantenuta, e che le nubi che si aggiravano sopra gli stabilimenti Alstom in Francia si sono allontanate. I vertici di Alstom, negli ultimi tempi, erano molto preoccupati per l’assenza di ordini da parte delle ferrovie francesi. Un’assenza che nel 2016 aveva minacciato la sopravvivenza dello storico stabilimento Alstom di Belfort, lì dove è stata fabbricata la prima motrice del Tgv. All’epoca l’allora presidente François Hollande aveva scongiurato l’ipotesi di una chiusura con un ordine di 15 Tgv Duplex e di sei altri treni destinati alla linea Parigi-Lione-Torino. Poi, con la benedizione di Emmanuel Macron, è arrivata la fusione benefica con i tedeschi di Siemens, e ora ecco la maxi-commessa che terrà impegnati 4mila dipendenti di Alstom (la metà degli effettivi del gruppo in Francia) almeno fino al 2033. Esultano pure i sindacati, che hanno già dimenticato che i macchinisti del Tgv del futuro non beneficeranno più dello statuto ultra privilegiato di “cheminot”, soppresso dalla recente riforma delle Sncf firmata Macron.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.