Il collasso di una diga mette a rischio le ambizioni energetiche del Laos

Enrico Cicchetti

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Centinaia di persone risultano disperse e un numero sconosciuto è morto, in seguito al crollo di una diga da miliardi di dollari, in costruzione nel Laos sudorientale, uno degli stati più poveri del sud-est asiatico. Bbc parla di almeno 6.600 sfollati. Il crollo – avvenuto alle 8 di lunedì sera nel distretto di Sanamxay, nella provincia di Attapeu – ha provocato inondazioni improvvise che hanno colpito sei villaggi, riferisce l'agenzia di stampa Lao.

     

Dialoghi sul Mekong

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Le foto e i video della zona mostrano gli abitanti dei villaggi bloccati sui tetti delle casa sommerse e le barche che trasportano le persone in salvo. "Il disastro ha provocato la perdita di diverse vite umane e ha lasciato centinaia di persone disperse", ha riferito l'agenzia. La provincia confina con la Cambogia e il Vietnam e l'energia idroelettrica è una delle sue principali esportazioniLa diga che è crollata fa parte del progetto per la produzione di energia idroelettrica Xe-Pian Xe-Namnoy, che coinvolge aziende laotiane, tailandesi e sudcoreane. La diga sussidiaria, conosciuta come "Saddle Dam D", è crollata perché le "continue piogge" hanno causato un "alto volume di acqua nel serbatoio del progetto", ha dichiarato la Ratchaburi Electricity Generating Holding, il principale azionista thailandese. Di conseguenza, la diga "si è fratturata" e l'acqua "è defluita verso la zona a valle e verso il fiume Xe-Pian" a circa 5 chilometri di distanza. "Saddle Dam D" è larga 8 metri, lunga 770 metri e alta 16 metri ed è stata progettata per aiutare a deviare l'acqua attorno a un bacino idrico locale. Il crollo avrebbe liberato circa cinque miliardi di metri cubi d’acqua: più di due milioni di piscine olimpioniche.

    

La batteria dell'Asia

Il Laos si trova sul fiume Mekong e sui suoi affluenti: una posizione perfetta per la produzione energetica. Il governo ha varato un ambizioso piano di costruzione di dighe per diventare la "batteria dell'Asia". Il paese nel 2017 contava già 46 centrali idroelettriche operative e altre 54 in costruzione. Entro il 2020, è prevista la costruzione di 54 nuove linee di trasmissione dell'elettricità e 16 sottostazioni. Il paese esporta già i due terzi della sua energia idroelettrica, con l'elettricità che costituisce circa il 30 per cento di tutte le esportazioni laotiane. Nel 1993 il paese ha firmato un memorandum d'intesa con la Thailandia per fornire 1.500 megawatt di energia al suo vicino occidentale. Ma mentre il Laos ha iniziato la costruzione di dighe sui tributari del Mekong – come Nam Theun 2, finanziata dalla Banca Mondiale, che ha aperto nel 2010 – numerosi osservatori e scienziati hanno sollevato critiche per i rischi ambientali e di sicurezza connessi. Nel 2012, il paese ha interrotto il lavoro sul progetto della diga di Xayaburi per affrontare le preoccupazioni sull'impatto ambientale delle opere.

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