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Così rinasce il turismo in Zimbabwe

Dopo la fine della dittatura il paese si riapre al mondo. Più visitatori, aspettando le elezioni del 30 luglio

24 Luglio 2018 alle 16:05

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Nel novembre 2017 il presidente dello Zimbabwe, l'allora 93enne Robert Mugabe, si è dimesso. All'origine del colpo di stato non violento che ha deposto l’uomo forte del paese, al potere da 37 anni, l'ultimatum all'ex vicepresidente Emmerson Mnangagwa, da parte del partito al governo – lo Zanu-PF – che aveva provocato la reazione dell'esercito intervenuto con la forza per rimuovere Mugabe. Ora che Mnangagwa è presidente e in attesa delle elezioni del 30 luglio, che potrebbero segnare un primo passo verso la democratizzazione dello stato, lo Zimbabwe vive per la prima volta un momento di ripresa del turismo. Nei primi mesi dell'anno il numero degli stranieri che hanno visitato il sito di punta, le Victoria Falls, è raddoppiato rispetto all'anno precedente e in generale gli arrivi di turisti hanno fatto registrare finora un più 15 per cento nell'ex colonia britannica della Rodesia.

    

L'instabilità politica ed economica sotto la dittatura di Mugabe, che ha impoverito lo Zimbabwe e lo ha chiuso alle relazioni esterne, ha tenuto lontani i visitatori dalle sue bellezze, spaventati da infrastrutture fatiscenti e polizia onnipresente. Adesso gli operatori turistici sono positivi, così come la ministra del Turismo Priscah Mupfumira: "Io credo che siamo rimasti chiusi troppo tempo. Abbiamo chiuso a chiave le nostre porte, invece il turismo è un settore chiave della nostra economia ed è a portata di mano. Dobbiamo solo unire le nostre forze e darci da fare".

    

"Vogliamo vedere più turisti – dice Lloyd, che con l'elicottero accompagna i turisti sorvolando le cascate – e spero che arrivino nuovi investitori per hotel più grandi e altre strutture". E qualcosa si sta già muovendo: sorgono nuovi alberghi e un nuovo aeroporto vicino alla Cascate Vittoria. Il turismo sta rinascendo anche se non è alla portata di tutti rispetto ad altri paesi vicini, molto meno costosi. Le entrate che provengono dal settore costituiscono già il 10 per cento del pil e con un aumento costante dei flussi si potrebbe davvero rivelare un fattore determinante per la ripresa del paese.

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