La settimana europea di Donald Trump, giorno per giorno

Micol Flammini

E’ arrivato a Bruxelles anticipato dalla sua cadillac e dai timori che potesse comportarsi come al G7 il mese scorso: creare scompiglio, attaccare e soprattutto, chiedere più soldi ai suoi alleati della Nato. Mentre viaggiava verso l’Europa, diretto al summit di Bruxelles, Donald Trump, proiettato già verso la conclusione del suo tour europeo ha detto: “Putin potrebbe essere l’incontro più semplice”.

  

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Timori confermati. Mercoledì all’apertura del vertice Nato, Donald Trump, accolto da un tweet del presidente del Consiglio europeo Tusk che lo invitava ad avere più considerazione dei propri alleati, se l’è presa un po’ con tutti. In modo particolare con la cancelliera tedesca Angela Merkel: “La Germania è controllata dalla Russia”.

 

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La giornata di mercoledì si era conclusa con una dichiarazione congiunta di tutti i 29 membri della Nato che si impegnano ad aumentare il budget da destinare alla difesa, reiterando la necessità di raggiungere il 2 per cento.

 

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Giovedì Trump ha minacciato l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato, se gli altri paesi non si fossero impegnati a raggiungere non il 2 per cento, bensì il 4 per cento del pil da destinare alla difesa. “Oggi abbiamo una Nato molto più forte”, ha festeggiato il presidente americano su Twitter. Ma perché i paesi Nato dovrebbero aumentare le spese per la Difesa?

  

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Soddisfatto lascia Bruxelles, stanca e angosciata, e si dirige verso la Gran Bretagna. La visita inizia in un giorno delicato, dopo l'”accordo dei Chequers”, a causa del quale si sono dimessi due ministri.

 

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Nemmeno questa visita inizia nel migliore dei modi. Venerdì sul Sun viene pubblicata un’intervista al presidente americano in cui Trump dice che l’accordo sulla Brexit è tutto sbagliato, esclude la possibilità di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Gran Bretagna. Poi torna sui suoi passi e bolla le dichiarazioni al quotidiano britannico come “fake news”.

  

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Nel frattempo negli Stati Uniti, mentre Trump si preparava al suo incontro con la regina, pronta ad accogliere l’undicesimo presidente americano della sua carriera, Robert Mueller, procuratore dell’inchiesta sul Russiagate, ha incriminato dodici funzionari dell’intelligence russa per aver sottratto dati dai sistemi informatici del Partito democratico durante la campagna elettorale del 2016. La Casa Bianca si è affrettata a comunicare che l'incontro con Vladimir Putin, previsto a Helsinki, non sarebbe stato cancellato.

 

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Dopo l’incontro la regina, Trump ha passato sabato e domenica in Scozia a giocare a golf. In un’intervista trasmessa da Cbs, il presidente americano ha definito i paesi europei dei “foes”, dei nemici degli Stati Uniti “per quello che ci stanno facendo con il commercio”. Ma poi ha aggiunto: “Questo non significa che siano cattivi". Domenica sera è arrivato a Helsinki, dove ha atteso Vladimir Putin, insieme al presidente finlandese Sauli Niinistö.

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