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Come superare le tensioni Francia-Italia

Adesso la sfida in Europa è “progressisti vs nazionalisti”. Intervista a Christophe Castaner, capo del partito di Macron

Paola Peduzzi

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peduzzi@ilfoglio.it

15 Giugno 2018 alle 06:00

Conte incontra Macron

Canada, G7: il Presidente Conte incontra Macron (foto LaPresse)

Roma. Pace è fatta, la posizione dell’Italia è “legittima e noi la rispettiamo”, anche se la Francia “su alcuni punti non la condivide”. Christophe Castaner è appena arrivato a Roma, dopo giorni di “tensioni” – dice con un sorriso, bisogna misurare bene le parole – tra il governo italiano e gli altri paesi europei, in particolare con la Francia: parla di collaborazione, di volontà di lavorare insieme. Oggi si incontrano a Parigi il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier Giuseppe Conte, il vertice che fino all’ultima telefonata è stato in bilico. Nel bar dell’Hotel Victoria, dove lo incontriamo, Castaner sembra sicuro che il peggio sia passato ma sa che in questa due giorni italiana – oggi è al Teatro Eliseo al convegno organizzato dal Foglio, con Luigi Brugnaro, Marilisa Allegrini e con Sandro Gozi – non gli faranno che chiedere del futuro delle relazioni tra Parigi e Roma.

     

Segretario della République En Marche e segretario di stato per i Rapporti con il Parlamento, Castaner inizia dalla causa delle tensioni: quando parla di immigrazione non ha paura a dire che “l’Italia è stata lasciata sola” e che “l’Europa non è sempre stata all’altezza delle aspettative italiane”. “Capisco la rabbia italiana sulla questione immigrazione – dice – ed è per questo che penso che si debba lavorare su tre livelli: sull’origine dei flussi, sull’altra sponda del Mediterraneo; sulle frontiere esterne; e sulla responsabilità e la solidarietà”.

   

Quando si sente solidarietà in Italia si drizzano i capelli: in questi giorni abbiamo ascoltato parecchie iperboli e molti numeri un po’ detti a casaccio, ma certo è che a tante dichiarazioni di solidarietà non è seguito un aiuto concreto, i paesi di primo approdo restano comunque sempre i più esposti. “L’Europa è colpevole”, ribadisce Castaner: è un europeista macroniano, vuole cambiarla, l’Europa, vuole rifondarla, non gli piace così com’è. Ma la riforma di Dublino intanto è stata affossata: solidarietà e redistribuzione non sono più all’ordine del giorno. “Riformeremo il trattato di Dublino”, dice Castaner sicuro: lui è contro ogni genere di inevitabilità. Per questo non condivide neppure quello che ha detto Mario Draghi ieri, “l’euro non è una scelta irreversibile – dice Castaner – Nemmeno l’Europa è irreversibile, può morire, è per questo che bisogna combattere per cambiarla e migliorarla, perché se è debole diventa irrilevante”. 

     


Christophe Castaner (foto LaPresse)


 

E’ così che si smette di esistere, quando si rinuncia a cambiare. La determinazione europeista della Francia macronista è affascinante e ottimista: questa presidenza vuole esportare il modello En Marche nel resto dell’Europa, e non si perde d’animo, e mentre noi guardiamo ai francesi come a un’eccezione – speravamo nel contagio macroniano, siamo finiti con la convergenza populista di Lega e M5s – loro si sentono ancora guida. Vi mancherà l’Italia? “Siamo pragmatici – dice Castaner – e teniamo molto all’asse dei paesi mediterranei, non vogliamo fare senza l’Italia”. Forse è più questo governo italiano che vuole fare a meno degli altri partner mediterranei, guarda a est con insistenza, non si fida delle alleanze storiche. Castaner non si dà per vinto, parla delle elezioni europee come del momento in cui si potrà ripartire, “non è vero che la finestra d’opportunità si è chiusa”, dice: l’Europa è in ritardo, ma non è ferma, e nella primavera del prossimo anno ci sarà la sfida in cui davvero scopriremo chi siamo e dove vogliamo andare. “Progressisti versus nazionalisti: questa è la sfida”, dice Castaner esportando il modello né di destra né di sinistra della Francia nel consesso europeo.

   

Chi sarà l’interlocutore in Italia? “Il Partito democratico è un alleato naturale – dice Castaner, e indica Gozi, ex sottosegretario dei governi Renzi-Gentiloni, che lo ha invitato qui – Su questo non ci sono mai stati dubbi. Ma vogliamo unire le forze progressiste dell’Europa, e vogliamo lavorare con tutti quelli che hanno a cuore questa visione europeista e progressista del futuro”. Ma i Cinque stelle fanno parte di queste forze? “Al momento, con la scelta di governo che è stata fatta in Italia, non vedo una presa di posizione progressista da parte dei Cinque stelle sui temi europei”. Poi si vedrà, certo, “io ho sempre fiducia – dice – anche se sono molto prudente”, aggiunge, e sa che dovrà scegliersi soldati affidabili in questa “guerra permanente” che è costruire un’Europa che protegge. “Hai presente Sisifo con la pietra? Ecco”, dice Castaner, e l’immagine è perfetta: speriamo solo che la pietra non rotoli giù per l’eternità.

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    15 Giugno 2018 - 14:02

    L'unico francese politicamente tollerabile è De Maistre. Che non era neanche francese. Vive la Vendée Eternelle!

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    • Skybolt

      15 Giugno 2018 - 17:05

      Anche lui massone, peraltro.....

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  • luigi.desa

    15 Giugno 2018 - 13:01

    Sto cercando un 'de bello gallico ' in preziosa edizione ,lo invierò al gallinaccio francese per il suo compleanno. Ancora je rode il chicchero e si vendicano pateticamente facendo dispetti anche pesanti all'Italia e con l'aglietto di Asterix. Fu una colonia romana e a ncora in buona misura anche se venditori di se stessi eccezionali hanno aribaltato la storiaNespà.luigione pour tout .

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  • Giovanni

    15 Giugno 2018 - 11:11

    Macron non è certo un personaggio mediocre e lo dimostrano vari aspetti della propria vita sia personale che ufficiale. Non è da tutti innamorarsi e conquistare a 16 anni una donna affascinante più grande di lui di 24 anni, decidere che sarebbe stata la donna della sua vita e tanti anni dopo malgrado il tentativo dei suoi genitori di fargliela "passare" allontanandolo da Amiens e mandandolo a studiare a Parigi, sposarla. A 27 anni è già ispettore delle Finanze e a 31 viene assunto dalla Banca Rotschild dove si occupa di importanti intermediazioni che oltre a renderlo noto lo rendono anche plurimilionario. Parla correntemente in Inglese e Tedesco e ovviamente è un esperto in economia. Apprezzo di lui il fatto che si è guadagnato da vivere sin da giovane (cosa rara fra i nostri politici) , la sua determinazione e le sue idee sull'Unione Europea. A volte sbaglia? certo, a volte delude? anche...ma io lo vorrei un Macron italiano.

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  • luigi.desa

    15 Giugno 2018 - 09:09

    I francesi lo hanno eletto con una percentuale meschina ma per il Foglio è un grande presidente . In realtà Macron è un sanculottino anche se andato alla alta scuola di amministrazione.

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