La tolleranza zero di Trump non funziona

Redazione

Donald Trump ha dato inizio alla sua campagna elettorale, nel giugno 2015, annunciando che da presidente avrebbe costruito un muro al confine con il Messico per fermare gli immigrati. Salito in carica, ha costellato la sua presidenza di annunci sulla durezza delle sue politiche migratorie. Ha lasciato decadere il Daca, il decreto che consentiva ai giovani immigrati entrati illegalmente in America quando erano ancora minorenni di evitare il rimpatrio; ha cercato in tutti i modi di instaurare un divieto di immigrazione per gli abitanti di alcuni paesi a maggioranza musulmana; il mese scorso Jeff Sessions, il suo ministro della Giustizia, ha annunciato una politica di “tolleranza zero” sugli irregolari, che prevede incriminazione e processo per chi tenta di attraversare illegalmente il confine – questa nuova politica ha generato enormi polemiche perché se i suddetti immigrati arrivano sul suolo americano con dei bambini, il governo si prende in carico i minori e li separa dalle famiglie mentre i genitori sono sotto processo.

  

Davanti a tanta risolutezza, viene da pensare che i numeri degli arrivi dal confine sud degli Stati Uniti siano in calo: chi vorrebbe rischiare se ha la certezza di finire sotto processo e di vedersi portati via i propri bambini? Non è così, è accaduto il contrario. Lo scorso maggio, per il terzo mese consecutivo, il numero degli arresti di immigrati irregolari che tentavano di passare il confine è aumentato considerevolmente rispetto al 2017. Il numero degli arresti è importante perché è l’unico dato da cui è possibile inferire il numero di persone totali che hanno tentato il passaggio: più sono gli arresti più, si desume, sono i clandestini che sono riusciti a evitare la polizia di confine. A marzo, aprile e maggio 2018 gli arresti, dicono i numeri della polizia di frontiera americana, sono stati oltre 50 mila; negli stessi mesi dell’anno scorso erano stati tra i 16 e i 19 mila. E’ una variazione importante, ma non completamente fuori dalla norma: nel maggio del 2016 gli arresti erano stati 55 mila, nel 2014 68 mila. Insomma, i numeri dei clandestini che arrivano negli Stati Uniti dal Messico variano in base a infiniti parametri, ma le politiche migratorie di estrema durezza dell’Amministrazione Trump non hanno avuto, almeno per ora, l’effetto che chi vuole combattere l’immigrazione più desidera: scoraggiare le partenze, gli attraversamenti.

 

All’America, come all’Italia, per controllare l’immigrazione non basta chiudere un valico alpino: il gigantesco confine condiviso con il Messico è come il Mediterraneo, difficilissimo, quasi impossibile da controllare. Non c’è politica di “tolleranza zero” che tenga, non c’è proclama roboante che possa bloccare i flussi – specie quando per mesi gli alleati che ti dovrebbero aiutare nel controllo e contenimento dei fenomeni migratori sono stati irrisi e maltrattati.

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