Il nuovo uomo di Kim Jong-un in Siria è una nostra vecchia conoscenza

L’ambasciatore nordcoreano è quello che Alfano cacciò lo scorso anno. Le relazioni tra Damasco, Pyongyang e Roma
7 GIU 18
Ultimo aggiornamento: 09:02
Immagine di Il nuovo uomo di Kim Jong-un in Siria è una nostra vecchia conoscenza
Roma. Poche ore dopo lo storico arrivo nello Studio Ovale di Kim Yong-chol, braccio destro del leader nordcoreano Kim Jong-un, ex capo del Bureau dello spionaggio nordcoreano e ritenuto responsabile degli attacchi della Corea del nord contro il Sud del 2010, un’altra notizia rilanciata dall’agenzia di stampa nordcoreana ha avuto meno eco mediatica, ma mostra come la rete di amicizie del regime di Pyongyang è ancora forte e strutturata. Secondo quanto riportato dalla Kcna, il 30 maggio scorso il presidente siriano Bashar el Assad ha detto: “Intendo visitare la Corea e incontrare Kim Jong-un”. L’occasione in cui è stata annunciata la visita è quella della cerimonia di accreditamento del nuovo ambasciatore nordcoreano in Siria. Si chiama Mun Jong-nam, e non è un nome nuovo in Italia. Perché il nuovo trait d’union tra i due paesi è infatti il diplomatico che avrebbe dovuto sostituire Kim Chun-guk, ambasciatore nordcoreano a Roma fino alla sua morte per un tumore, nel febbraio del 2016.
Se la visita ufficiale di Assad a Pyongyang dovesse concretizzarsi, il presidente siriano sarebbe il primo leader straniero a visitare la Corea del nord sin dalla morte di Kim Jong-il e il passaggio di potere al figlio Kim Jong-un, nel dicembre del 2011. Non è un caso che sia la Siria il primo paese a normalizzare i rapporti con una Corea del nord aperta al mondo. Grazie ai report del panel dell’Onu che si occupa di controllare il funzionamento delle sanzioni contro la Corea del nord, sappiamo che gran parte delle navi che lasciano i porti nordcoreani e poi spariscono hanno per destinazione la Siria. Tra il 2012 e il 2017 sarebbero stati identificati almeno 40 cargo partiti dalla penisola verso la Siria, grazie alla segnalazione delle agenzie di intelligence dei paesi membri. Inoltre tecnici nordcoreani hanno lavorato nelle basi militari in Siria dedicate alla produzione di armi chimiche e di missili. Nel 2007 Israele colpì la centrale nucleare nella regione del Deir Ezzor, costruita sul modello di un sito della Corea del nord. Nello strike morì una decina di scienziati nucleari norcoreani. E cittadini nordcoreani morirono anche nell’esplosione dell’impianto di stoccaggio di gas nervino VX ad al Muslimiyah, Siria, sempre nel 2007.