Tutta Parigi parla, con sospetto, del magnate ceco che fa shopping nei giornali

Mauro Zanon

Parigi. Fino a una settimana fa, a Parigi, nessuno sapeva chi fosse Daniel Kretinsky. Ora invece il suo nome è sulla bocca di tutti, anche su quella del capo dello stato, Emmanuel Macron, preoccupato dalle mosse di questo businessman ceco, che col suo gruppo editoriale, Czech Media Invest (Cmi), vuole conquistare alcuni gioielli della stampa francese.

 

Secondo quanto confermato dal Figaro qualche giorno fa, Kretinsky è attualmente in negoziazione esclusiva per comprarsi il settimanale Elle, ha allungato le mani sul più importante magazine francese di approfondimento televisivo, Télé 7 Jours, e sarebbe sul punto di ufficializzare l’acquisto di un’altra importante rivista del gruppo Lagardère, Marianne.

 

“Un controverso magnate ceco alla conquista della stampa francese”, scrive con un certo allarmismo Libération. Perché la notizia ha preso in contropiede un po’ tutte le redazioni, non certo abituate all’irruzione di un uomo d’affari dell’Europa dell’est nel mondo della stampa parigina. All’Eliseo, sia Emmanuel Macron che la moglie, Brigitte, seguono da vicino, e con molta diffidenza, i movimenti del quinto uomo più ricco della Repubblica Ceca, che si è fatto un nome nel settore energetico con la sua Energetic and Industrial Holding (EPH), e per ora gestisce i suoi affari colossali da Praga, negli uffici di Cmi, situati curiosamente in via Parizska.

 

La première dame è un’amica stretta della direttrice di Elle, Erin Doherty, la quale pare non apprezzare affatto l’idea di passare in mani ceche. Il presidente, dal canto suo, avrebbe addirittura sollecitato i servizi segreti per sapere tutto di questo miliardario di 42 anni. “E se dietro Kretinsky, che ha fatto fortuna nell’elettricità e nel gas, ci fossero i russi?”, si è chiesto l’Obs questa settimana. Perché è questa, in fondo, la domanda che ronza nella testa di Macron.

 

Secondo un dirigente francese intervistato dall’Obs, tuttavia, Kretinsky non avrebbe nulla di “putiniano”. “E’ liberale e europeista. E’ una sorta di Drahi ceco (Patrick Drahi, magnate franco-israeliano alla guida della multinazionale Altice, che in Francia possiede la rete all-news Bfm.tv, L’Express e Libération, ndr). Ma in Francia esiste una xenofobia anti paesi dell’Est. Se fosse italiano, nessuno farebbe storie”. Macron, però, non sembra totalmente convinto dalle prime rassicurazioni che arrivano al palazzo presidenziale, anche perché si dice che Kretinsky abbia un grande talento per il “soft power” e il marketing, e che abbia, soprattutto, molti altri appetiti oltre ai media (in Europa centrale e orientale, ha appena concluso l’acquisto di tutte le radio del gruppo Lagardère per 73 milioni di euro). Prima di scalare Marianne, Elle e Télé 7 Jours, Kretinsky aveva chiesto a Étienne Bertier, suo intermediario in Francia, di scovare opportunità per investire nel campo dell’energia. Bertier, che ha fatto carriera in Edf (Électricité de France) prima di diventare presidente di Icade, filiale immobiliare della Caisse des Dépôts, e dirigere la società di consulenza nel settore energetico Erias, aveva provato a soddisfarlo, ma senza esito positivo. E in futuro? “Non stiamo adocchiando altri dossier, non posso escludere niente per il futuro, sia in Francia che in Europa. Per ora, tuttavia, la nostra priorità è la Francia”, ha detto al Figaro Kretinsky. Per il gruppo Lagardère, in gravi difficoltà finanziarie, l’arrivo di Kretinsky, anche comproprietario della squadra di calcio Sparta Praga, è una manna dal cielo. Per Macron un dossier da non sottovalutare.

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