La scommessa cocciuta di Madrid

Redazione

Ricapitoliamo la situazione catalana fino alla mattina di domenica. Da mesi in Catalogna non c’è un governo: dopo le elezioni di dicembre, i partiti indipendentisti vincitori non sono riusciti a mettersi d’accordo su niente, un po’ per invidie e inettitudini proprie, un po’ perché duramente colpiti dai mandati d’arresto della magistratura spagnola. Da mesi, dunque, i partiti indipendentisti danno una pessima prova di sé: ancora sabato, i maoisti della Cup litigavano con i moderati di JxCat ed Erc sulla linea da tenere. Dal Belgio prima e poi da varie capitali europee, il governatore deposto Carles Puigdemont stava lentamente scomparendo: il suo piano per creare un “governo catalano in esilio” è fallito per mancanza d’appoggi, il tentativo di ottenere solidarietà internazionale ed europea è andato a vuoto, e infine il desiderio di tornare al potere in absentia si è rivelato folle. L’Europa, la Spagna e forse perfino la Catalogna si stavano abituando a immaginare l’indipendentismo come un pericolo passato.

 

Domenica mattina si sono ribaltate tutte le carte. Il giudice Pablo Llarena ha sbloccato sabato (dopo averlo annunciato settimane fa) il mandato d’arresto europeo che pendeva sulla testa di Puigdemont, arrestato in Germania mentre tornava precipitosamente in Belgio. Gli indipendentisti hanno mosso come sempre le truppe cammellate, e decine di migliaia di persone si sono riversate in strada. Scontri con la polizia, cento feriti. (Nota: quando sono i Mossos, la polizia locale, a menare i manifestanti, nessuno parla di martiri della repubblica).

 

Gli indipendentisti si rianimano, hanno organizzato una riunione per domani per nominare il prigioniero Puigdemont alla presidenza, tutto il processo riprende corpo. E insomma, come al solito, sembra che un atto di durezza da parte del potere centrale spagnolo abbia rinvigorito, piuttosto che indebolire, l’indipendentismo. E’ una tesi che è già stata espressa più volte e che è apparsa sensata, ma che in realtà si è sempre rivelata poco lungimirante. La sospensione dell’autonomia catalana era sembrata eccessiva, e invece ha funzionato. L’arresto dei leader della sedizione sembrava un’abnormità, e invece ha contribuito a smantellare l’organizzazione indipendentista. Chiedere l’arresto di Puigdemont è una scommessa difficile per i giudici spagnoli. Potrebbe ritorcersi contro Madrid in maniera spettacolare, ma potrebbe essere il colpo finale all’indipendentismo.

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