Il "bonus cultura" di Macron

Redazione

Un’applicazione per smartphone con un catalogo, un’agenda e un portafoglio associato, che, tramite la geolocalizzazione, permetterà di conoscere e accedere all’offerta culturale nelle vicinanze. Eccolo qui il “bonus cultura” d’ispirazione renziana riadattato nella Francia di Emmanuel Macron. Si chiama “Pass culture”, è scaricabile da tutti, anche se soltanto i giovani di 18 anni avranno a disposizione 500 euro da spendere, e sarà testato in primavera in quattro dipartimenti, Senna-Saint-Denis, Hérault, Basso Reno e Guyana, prima di essere introdotto in tutto il territorio francese. “E’ una rivoluzione”, ha dichiarato la ministra della Cultura, Françoise Nyssen, perché sarà “la prima rete sociale culturale” costruita “sul modello delle start-up” ed è rivolta a “tutti i cittadini”, a prescindere dall’età e dalla provenienza. Pensato come strumento di informazione ma anche di pagamento, il “Pass culture” ha come principale obiettivo quello di “combattere le diseguaglianze nell’accesso alla cultura, rompendo le barriere finanziarie e sociali”. Con questo Gps della cultura si potranno prenotare biglietti per andare al cinema o a teatro, iscriversi a corsi di danza o di disegno, acquistare libri e dischi, mentre le questioni dei videogiochi, dei viaggi culturali e della ristorazione sono attualmente in discussione. “Non c’è una ‘buona’ e una ‘cattiva’ cultura, ma ci sono delle scelte da fare”, ha spiegato la Nyssen, che martedì ha dato il via a una serie di riunioni con un gruppo di esperti, formato da artisti, direttori di festival e di musei, ma anche consiglieri con delega al digitale e alla cultura, che affinerà l’applicazione e le sue proposte. Il “Pass culture” era una promessa elettorale di Macron, una buona idea italiana a cui ispirarsi, migliorandola con un po’ di tecnologia.

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