Ecco l'asse tra Roma e Berlino sul budget dell'Ue

Redazione

A breve l'Unione europea sarà chiamata a risolvere una delle questioni più divisive degli ultimi anni, quella del budget pluriennale, il primo del dopo Brexit. Le trattative tra i 27 stati membri si annunciano tese e complicate, perché non c'è ancora un accordo su quanti soldi mettere a disposizione di Bruxelles e – soprattutto – su come usarli.

 

Oggi Politico Europe ha pubblicato un articolo firmato dal ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, e dal suo omologo tedesco, Peter Altmaier, in cui ribadiscono la necessità di "ridefinire" il budget dell'Ue. Il buco che l'Ue dovrà colmare con l'abbandono di Londra è notevole – ammonta a circa 13 miliardi di euro, un decimo del bilancio complessivo – e servono ricette capaci di mettere d'accordo tutti. Per Padoan e Altmaier "ci sono alcune aree politiche, ora gestite in modo inefficace dai governi nazionali, che potrebbero essere meglio amministrate a livello Ue". L'efficienza nella gestione delle risorse, dicono i due ministri, gioverebbe proprio ai contribuenti europei, permettendo di migliorare "l'uso delle tasse pagate dai nostri cittadini e dalle nostre compagnie". Germania e Italia sono d'accordo nel volere affrontare con maggiore coordinamento le sfide epocali del XXI secolo, come l'immigrazione e la gestione dei nostri "confini comuni". Padoan e Altmaier citano anche la Difesa europea, che proprio negli ultimi mesi è stata rilanciata dai progetti congiunti sotto l'ombrello della Pesco – la cooperazione strutturata permanente nel settore militare. E poi c'è l'economia: "Investimenti comuni, specialmente iniziative trans-frontaliere, possono aumentare il potenziale di crescita e contribuire al completamento del mercato interno, specialmente quando si tratta di innovazione, di unione digitale ed energetica dell'Ue". Per Roma e Berlino, la ridefinizione del budget dell'Ue è anche un'opportunità per rinsaldare la coesione tra gli stati membri, "per ridurre le disparità socio-economiche e per stimolare la convergenza economica".

 

Ma il punto più rilevante della dichiarazione di Padoan e Altmaier sono le condizioni che i due pongono: "A livello nazionale avrebbe senso usare i fondi strutturali anche per finanziarie i progetti che mettono in pratica le raccomandazioni specifiche rivolte ai singoli paesi – gli annuali obiettivi fiscali ed economici che l'Ue fissa per sé e per i suoi membri – durante ogni semestre europeo". Nella frase è sottintesa una reciproca ammissione, molto importante per stabilire come si ridisegnerà il budget dell'Ue: da una parte, la Germania riconosce la necessità di ridurre le disparità di crescita e investimenti tra i 27 puntando a una convergenza; dall'altra, l'Italia si impegna a rispettare i vincoli di bilancio imposti da Bruxelles.

 

"Di fronte alle sfide attuali, l'Italia e la Germania potrebbero considerare un limitato aumento del bilancio dell'Ue, a due condizioni – concludono Padoan e Altmaier – La prima è quella di finanziare i beni pubblici europei – assicurando che il peso fiscale per i cittadini non aumenti, e anzi venga leggermente ridotto. La seconda è quella di garantire una politica di coesione più efficiente". Roma e Berlino concordano: la solidarietà è subordinata al rispetto delle regole comuni.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.