L'ultima battaglia di Óscar Pérez contro il regime di Maduro

Maurizio Stefanini

Secondo la Cnn, che cita una fonte anonima, sarebbe stato ucciso Óscar Pérez, il “poliziotto-Rambo” con un passato da attore che lo scorso agosto era clamorosamente insorto organizzando un tentativo di golpe contro Nicolas Maduro. Prima aveva lanciato bombe da un elicottero sul Tribunale Supremo di Giustizia e sul Ministero dell’Interno, istituzioni simbolo della repressione contro l’opposizione. Quindi si era trasformato in una specie di Primula Rossa, lanciando messaggi di sfida al regime attraverso i social network.

 

 

 

Ieri, Pérez ha lanciato i suoi ultimi messaggi via Twitter e Instagram. Assediato dagli uomini del regime, e sporco di sangue. “Mi stanno uccidendo”, dice concitato in uno di questi video, mentre si sentono spari sullo sfondo. E in un altro: “Venezuela non vogliono che ci arrendiamo. Ci vogliono uccidere. Ce lo hanno appena detto”. Sempre in diretta dal suo “bunker” Pérez ha anche chiesto aiuto umanitario e internazionale per il popolo ed ha esortato i cittadini venezuelani a “scendere in strada”.

 

Un post condiviso da Oscar Perez (@equilibriogv) in data:

  

Il bilancio finale dell'operazione sarebbe di 7 morti e 5 arrestati, ma non è chiaro cosa ne è stato del corpo di. Al blitz oltre alle forze dell’ordine regolari avrebbero preso parte anche elementi dei Colectivos, le milizie irregolari del regime. Secondo i media locali e secondo la Cnn in lingua spagnola, Pérez sarebbe stato ucciso. Finito con un colpo alla schiena. Ma al momento mancano conferme ufficiali della sua morte. Le vittime, a quanto si apprende, sarebbero cinque persone appartenenti al gruppo guidato dal poliziotto-rambo, e due agenti del regime. Altri cinque compagni di Pérez sarebbero stati arrestati, mentre cinque poliziotti sarebbero stati gravemente feriti. Secondo il governo di Caracas, i ribelli “hanno aperto il fuoco contro i funzionari incaricati della loro cattura e hanno cercato di far saltare un veicolo carico di esplosivo”.

  

 

In Venezuela un elicottero ha attaccato la Corte Suprema

Il velivolo rubato da un agente della polizia che rivendica con un video: "Siamo un gruppo di civili e militari stanchi della tirannia del governo" - VIDEO

 

Anche la madre di Pérez ha diffuso un video concitato in cui denunciava: “Sta trattando di consegnarsi e non glielo permettono. Qualunque cosa succeda, voi siete responsabili. Questo si deve sapere a livello internazionale. Lasciate che si consegni, lui non è un assassino. Sta lottando per il Venezuela, per il suo Paese. Appoggiatelo!”.

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