50 sfumature di Macron: la passione dell'Eliseo per i racconti osé

Mauro Zanon

Parigi. Si sapeva, grazie a un articolo del magazine Elle, che Emmanuel Macron è diventato la star delle fanfiction erotiche su internet, racconti torridi inventati e postati sul sito Archive of our own, dove il presidente della Repubblica francese fa viaggiare l’immaginazione di alcuni internauti con titoli curiosi come “Macron et ses princes presque charmants” e “Macron et Marine Le Pen secrètement amoureux”. Non si sapeva invece che l’inquilino dell’Eliseo, durante la sua adolescenza, quando ancora si immaginava un futuro da scrittore, aveva preso in mano la penna per dedicarsi alla stesura di un romanzo erotico. Il settimanale Closer ha pubblicato oggi ampi stralci della prima biografia sulla première dame di Francia, Brigitte Macron (“Brigitte Macron: l’affranchie”, per le edizioni L’Archipel, uscirà il prossimo 17 gennaio), dai quali emerge, appunto, che il capo dello stato francese non aveva soltanto scritto poesie e rivisitato pièce teatrali quando frequentava il liceo La Providence, ad Amiens, ma si era anche lanciato in avventure più intime.

 

“All’epoca, facevo la dattilografa”, racconta una vicina di casa dei Macron all’autrice del libro e giornalista di Closer Maëlle Brun. “Lo conoscevo perché abitavamo nello stesso quartiere e un giorno mi ha chiesto di dattilografare trecento pagine di un libro che aveva appena finito di scrivere. Era un romanzo osé e un po’ sporcaccione! I nomi, naturalmente, non erano gli stessi, ma credo che avesse bisogno di scrivere ciò che provava in quel periodo”. Purtroppo, come scrive il settimanale di costume e società francese, il manoscritto “un peu cochon”, un po’ sconcio, non sarebbe stato conservato dalla dattilografa.

 

Ma in realtà, sono in molti a credere che quelle trecento pagine ad alte temperature, con personaggi reali di Amiens, da qualche parte ci siano ancora, e che dietro le quinte sia già in corso una lotta spietata tra gli editori per accaparrarsele. Come raccontato da Closer, la scrittura di romanzi erotici o di scene osé, in Francia, aveva già attirato molti uomini politici in passato. L’attuale premier, Edouard Philippe, nel suo romanzo Dans l’ombre (2011), fa dire a uno dei suoi personaggi che “un vero seno è rotondo, confortevole, accogliente, e si deve poter mettere in mezzo il proprio naso con giubilo”. Bruno Le Maire, ministro dell’Economia del governo Philippe, nel suo libro “Le Ministre” (2004) ricorda quel bagno a Venezia “con il sapone profumato al tè verde e la mano di Pauline (sua moglie, ndr) che mi accarezzava dolcemente il sesso”. Nulla di tutto ciò è tuttavia paragonabile a quello che avrebbe scritto Marlène Schiappa, sì proprio lei, l’attuale ministra bacchettona per le Pari opportunità, sotto lo pseudonimo Marie Minelli. Oltre a una serie di guide sessuali tra cui “Osez…les sexfriends”, ossia osate…gli scopamici, e a un libro su “Come trasformare il vostro ragazzo in Brad Pitt in 30 giorni”, la Schiappa avrebbe pubblicato due opere dal titolo a dir poco croccante: “Les filles bien n’avalent pas”, in italiano “le ragazze perbene non ingoiano”, e “Sexe, mensonges et banlieue chaudes”, ossia “Sesso, bugie e periferie calde”. Il gabinetto della ministra, dopo un’inchiesta dell’Express, ha smentito formalmente che dietro Marie Minnelli ci sia la Schiappa. La diretta interessata, invece, ha sempre glissato.

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