Guarda chi viene alle Olimpiadi

Enrico Cicchetti

Poco più di una settimana fa la Corea del nord minacciava una guerra nucleare. Questa mattina una delegazione di Pyongyang ha attraversato la linea di demarcazione che divide la Corea del nord da quella del sud e ha convenuto che parteciperà ai giochi invernali che si terranno a Pyeongchang, in Corea del sud, a partire dal 9 febbraio. È un cambiamento improvviso dopo mesi di tensione. Ma attenzione a leggere l'incontro di oggi come un trionfo dello sport e della diplomazia sul conflitto. Che cosa è successo?

  

Dopo un lungo periodo di escalation a causa dei test missilistici di Pyongyang, è arrivata la proposta nordcoreana, durante la sessione mattutina dei colloqui di oggi – i primi che vedono funzionari dei due paesi discutere faccia a faccia, dal dicembre 2015. L'incontro è avvenuto nella Casa della pace a Panmunjon, località sul confine, nella zona demilitarizzata dove venne firmato l'armistizio del 1953. Un simbolo della tregua tra i due paesi divisi dal trentottesimo parallelo . 

  

"Il nord – ha annunciato il vice ministro per la Riunificazione sudcoreano Chun Hae-Sung – ha proposto di inviare una delegazione di alto livello, una delegazione del Comitato olimpico nazionale, con atleti, sostenitori, artisti, osservatori, una squadra dimostrativa di taekwondo e giornalisti" ai Giochi. Prima dell'inizio dell'incontro, iniziato alle 10 ora locale ( le due di notte in Italia) con cinque delegati per parte, il ministro per la Riunificazione sudcoreano, Cho Myoung Gyon, ha detto di sperare che i giochi invernali possano essere "un evento di pace ed un trampolino di lancio per relazioni intercoreane migliori". Dal canto suo, il collega a capo della delegazione di Pyongyang, Ri Son Gwon, ha espresso l'auspicio che l'occasione porti "risultati preziosi al popolo coreano che ripone grandi aspettative su questo incontro". 

   

Tuttavia sono pochi nel sud a credere che tutto ciò dimostri un cambiamento fondamentale nella posizione di Pyongyang. Come riporta Bbc, gli esperti dicono che il leader nordcoreano, Kim Jong-un, ha sempre più paura che gli Stati Uniti stiano pianificando un attacco militare contro di lui e avrebbe deciso di fare qualcosa per allentare le tensioni. Il presidente della Corea del sud, Moon Jae-in, si sarebbe dunque trovato nella delicata posizione di cercare di coinvolgere il nord in un dialogo genuino, senza tuttavia turbare il suo alleato americano, decisamente scettico. 

 

Proprio nel suo discorso di Capodanno, Kim Jong-un aveva proposto un dialogo con Seul sulle Olimpiadi ma nello stesso tempo aveva anche affermato di aver acquisito un deterrente nucleare, compresi missili balistici intercontinentali, e ribadito di poter colpire gli Stati Uniti in qualsiasi: "Il pulsante nucleare è sempre sulla mia scrivania", aveva dichiarato. Secondo alcuni analisti, le dichiarazioni di Pyongyang sarebbero una leva per ottenere concessioni da Washington, in particolare l'allentamento di sanzioni sempre più paralizzanti. Il presidente americano Donald Trump e il segretario di stato Rex Tillerson hanno dichiarato che la decisione di Kim Jong-un di iniziare un dialogo con la Corea del sud è un segnale che la loro campagna per isolare il nord sta funzionando. I colloqui a Panmunjom offrono anche un'opportunità per valutare se la Corea del nord è disposta a moderare il suo comportamento dopo un anno di provocatori test missilistici che hanno sollevato i timori di una guerra totale nella penisola coreana.

       

Dopo la prima seduta, i colloqui sono ripresi nel pomeriggio. La Corea del sud ha proposto che gli atleti dei due paesi possano sfilare insieme in occasione delle cerimonie di apertura e di chiusura. L'ultima volta che entrambi i paesi hanno marciato insieme sotto la bandiera della penisola coreana è stato più di 10 anni fa, alle Olimpiadi invernali del 2006. Seul ha anche proposto di tenere un meeting della Croce Rossa, attorno alle festività per il capodanno lunare, che cadranno il prossimo 16 febbraio, per discutere del ricongiungimento delle famiglie divise dal confine stabilito al termine delle guerra di Corea, conclusasi con la tregua del 1953.

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