Attentato contro la comunità copta vicino al Cairo

Redazione

Un uomo ha aperto il fuoco nel perimetro della chiesa copta di San Mena a Helwan, al sud del Cairo, uccidendo almeno 4 persone: un ufficiale di polizia, due agenti di leva e un civile. Secondo i media egiziani l’attentatore, armato di kalashnikov, è stato ucciso dalla polizia poco dopo aver sparato. Non è chiaro se fosse presente anche un secondo attentatore che sarebbe riuscito a scappare. In previsione del Natale copto, che cade il sette di gennaio, le autorità hanno deciso di rafforzare le misure di sicurezza.

 

 

I copti sono un gruppo etnoreligioso di fede cristiana, vivono in Egitto sin dai tempi in cui il cristianesimo era la religione più diffusa nel paese. Sono circa il 15 per cento della popolazione e costituiscono la più grande comunità cristiana di tutto il medio oriente.

  

Gli episodi di violenza contro la minoranza copta sono molti. Qualche giorno fa le autorità egiziane hanno arrestato quindici persone con l’accusa di aver attaccato una chiesa cristiana copta in un villaggio vicino alla capitale. La chiesa era senza licenza e gli abitanti vi hanno fatto irruzione e hanno tentato di distruggerla. Sempre nel 2017, a maggio, un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco contro un autobus su cui viaggiavano dei cristiani copti diretti verso il monastero di Amba Samuel. Durante l’assalto sono morti 35 fedeli.

  

La minoranza copta è un bersaglio dei gruppi jihadisti, incluso lo Stato islamico. Solo nel dicembre del 2016, 100 persone sono state uccise nel corso di attentati. Il Wilayat Sinai, la provincia dello Stato islamico nel Sinai, negli ultimi mesi ha portato almeno quattro attacchi contro la minoranza cristiana.

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