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Chez le communiste

A Digione con il popolo di Mélenchon, che fa il presidente-nostalgia approfittando delle debolezze degli avversari, tra voto “convinto”, toni presidenziabili e piani B sull’Ue

19 Aprile 2017 alle 06:19

Chez le communiste
Digione, dalla nostra inviata. Le chiatte sulla Senna diventano pulpiti, i comizi diventano show, l’ologramma diventa dichiarazione di guerra – all’inizio tutti a ridere, e poi il rammarico: perché non è venuto in mente a noi? Jean-Luc Mélenchon sfrutta il suo momento, l’instabilità dei sondaggi, l’indecisione dei francesi e non c’è nessuno qui, in questo palazzetto di Digione dove il candidato della France insoumise s’è presentato in carne e ossa – mentre in sei altre città francesi è andato in...

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Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica inglese, francese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, Cosmopolitics, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante.

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