Il libro che bisogna leggere per sapere i segreti della “risk map” dell’Asia

Quel che l’occidente non capisce del secolo del Pacifico
20 FEB 17
Ultimo aggiornamento: 05:36 | 23 AGO 20
Immagine di Il libro che bisogna leggere per sapere i segreti della “risk map” dell’Asia
Roma. La Corte costituzionale coreana, annunciando il calendario delle arringhe finali nel procedimento di impeachment contro la presidente sospesa Park Geun-hye, ha lasciato intuire ieri anche la data di una possibile sentenza, che dovrebbe arrivare intorno al 10 marzo prossimo. Il futuro politico della Corea del sud è appeso a quella decisione, mentre il suo futuro economico è già compromesso. Sempre ieri i procuratori speciali che si occupano dell’indagine contro Park hanno chiesto e ottenuto l’arresto di Jay Y. Lee, che è il “di fatto” capo della Samsung ed erede del più grande conglomerato coreano. Le accuse contro di lui sono gravi – tanto da aver richiesto la sua detenzione nel carcere di Seul (ha una cella singola, con tv e scrivania) – e vanno dalla corruzione nei confronti della presidenza e della “consigliera” privatissima, Choi Soon-sil, fino all’appropriazione indebita, falso in bilancio e falsa testimonianza. Tutta l’indagine nasce per gran parte anche dalle oceaniche proteste che iniziarono nell’ottobre dello scorso anno contro la presidente Park e la corruzione diffusa, e contro la consuetudine di ritenere immuni i capi dei conglomerati in nome di una realpolitik economica.
Per secoli gli analisti occidentali hanno aspettato che lo Zeitgeist del mondo, l’equilibrio globale, si spostasse verso oriente. E in molti hanno pensato che questo fosse il momento buono, specialmente dopo l’arrivo di Donald Trump e un nuovo isolazionismo americano. Ma l’Asia non è l’Eldorado: in sette capitoli, Auslin dimostra che ci sono ragioni economiche, sociali e politiche che l’occidente spesso sottovaluta, e che rischiano di far fallire l’intera regione. Non c’è soltanto la Corea del nord e le pretese cinesi nel Mar cinese meridionale e orientale a rendere instabile la regione. Tra i paesi più sviluppati come Giappone e Corea del sud esiste un problema demografico, che si affaccerà presto pure in Cina, spiega Auslin, dopo anni di politica del figlio unico. Inoltre, il nazionalismo e un autoritarismo diffuso hanno impedito ai paesi dell’Asia di collaborare e prosperare insieme, in una “Nato” asiatica che non ha mai trovato nemmeno una sua leadership, e perfino l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico continua a ottenere risultati modesti: “Non serve predire quello che accadrà, ma comprendere le tendenze sottotraccia e prepararci a qualunque possibilità”.