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Sinfonia per Palmira - VIDEO

La notizia apparsa sulla Bbc ha dell’incredibile. L’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, diretta dal grandissimo Valery Gergiev, si esibisce nell’anfiteatro di Palmira, in Siria, la città devastata dai jihadisti dello Stato islamico e ora di nuovo in mano alle autorità siriane.

5 Maggio 2016 alle 17:14

Sinfonia per Palmira - VIDEO

L'anfiteatro di Palmira visto dall'alto

La notizia apparsa sulla Bbc ha dell’incredibile. L’Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, diretta dal grandissimo Valery Gergiev, si esibisce nell’anfiteatro di Palmira, in Siria, la città devastata dai jihadisti dello Stato islamico e ora di nuovo in mano alle autorità siriane, che ne hanno ripreso il controllo grazie al supporto dell’aviazione russa. “Preghiera su Palmira. La musica anima le antiche mura”, questo il titolo del concerto a Palmira del più grande musicista russo, definito da Mario Vargas Llosa “un essere sotterraneo, connesso con le profondità inquietanti dell’abisso umano, capace di trasformare un concerto o un’opera in una cerimonia geniale e agghiacciante”.

 

 

Non a caso Gergiev è affezionato a quella “Settima Sinfonia” che Dimitri Shostakovich compose di getto tra il luglio e il dicembre 1941, mentre decine di divisioni tedesche tormentavano il popolo sovietico e la città del musicista, Leningrado, sottoposta a un assedio angosciante fino al febbraio del 1943. La sinfonia procede a blocchi: effetti di massa che esprimono la tragedia collettiva si alternano a desolate, piccole oasi di solitudine che rappresentano lo sgomento individuale in mezzo alla catastrofe; e così si procede fra bombardamenti distruttivi e tentativi di energica reazione, ricordi e presagi. Purtroppo un altro grande gesto di libertà e umanità come quello compiuto da Gergiev nell’anfiteatro usato dagli islamisti per le decapitazioni non fa quasi notizia. Sono i russi ad aver liberato Palmira. Ora ci suonano la loro sinfonia. In Europa, invece, ci accontentiamo di ricostruire con la cartapesta l’arco distrutto dall’Isis.

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